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Sordocecità, in Italia 100mila casi e 656mila in Europa

Presentato studio commissionato da Fondazione Lega Filo d'Oro

Roma, 25 gen. (askanews) – In Italia le persone con più di 15 anni che presentano limitazioni sensoriali gravi e plurime alla vista e all’udito sono 100mila, ovvero lo 0,2% della popolazione, mentre in Europa la sordocecità colpisce 656mila persone. Cifre importanti, che restituiscono la reale dimensione di una fascia di popolazione spesso invisibile, che rischia di essere confinata nell’isolamento imposto dalla propria disabilità. I numeri emergono dal “Nuovo studio sulla popolazione di persone sordocieche, con disabilità sensoriali e plurime in condizioni di gravità”, presentato alla Camera dei Deputati a Roma, commissionato dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro Onlus e realizzato dall’Istat.

“I numeri stanno ad indicare che c’è un bisogno forte e questo ci impone di continuare questa attività di sensibilizzazione per dare risposte concrete e rispondere ai bisogni reali – sottolinea Rossano Bartoli Presidente Fondazione Lega del Filo d’Oro Onlus -. Senza un aiuto queste persone rimangono sempre più isolate, sia nella loro vita quotidiana che nella partecipazione alla vita sociale insieme agli altri”.

Giunto alla sua seconda edizione ed esteso al contesto europeo, lo studio – edito da Erickson – indaga le condizioni di vita delle persone che ne sono colpite attraverso la classificazione internazionale ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health), che considera la disabilità come il risultato dell’interazione negativa tra la persona e l’ambiente, fisico e culturale in cui vive.

“Sono risultati che testimoniano l’esistenza di un fenomeno importante, delicato – sottolinea Gian Carlo Blangiardo, Presidente ISTAT – e che coinvolge centinaia di migliaia di persone e famiglie corrispondenti. Stiamo parlando di una realtà che va vista nella sua drammaticità ma va vista anche in un’ottica propositiva, cioè cercare di trovare le condizioni per fare in modo che le persone e le loro famiglie possano riuscire a non avere uno scadimento della qualità della vita visto che devono affrontare una situazione problematica come questa”.

Quali le risposte che può dare la politica? “C’è una richiesta, di superare la visione della legge del 2010 sul riconoscimento della sordocecità che pone dei paletti e non comprende tutto questo mondo – afferma Alessandra Locatelli, Ministro Disabilità – e abbiamo necessità di aggiornarla. Ma non basta. Sicuramente la strada che mette al centro la persona di un progetto di vita è quelal che serve per garantire servizi, adeguati sostegni e non solo trasferimenti economici alle persone. C’è bisogno nella vita quotidiana di avere qualcuno che ti sostenga; trovare dei servizi che vengono messi a disposizione dai territori stessi. Bisogna lavorare in questa direzione su tutti i livelli istituzionali”.

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