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Il panettone Mangione partecipa al Premio Maximo di Roma

Per premiare l'artigianalità e la territorialità

Roma, 1 dic. (askanews) – In piena crisi e con le bollette che aumentano la tradizione non si ferma e viene premiata l’artigianalità e l’attenzione dei prodotti mantenendo viva la tradizione e la territorialità. Il panettone artigianale non finisce di sorprendere, grazie a una ricerca continua sulla lievitazione e sulle materie prime che ogni anno consente di alzare l’asticella. Ecco una selezione di novità di pregiate realtà italiane made in Roma. “Siamo lieti – dichiara la famiglia Mangione – di partecipare al ‘Panettone Maximo’ che torna per la sua quarta edizione, il festival che premia i migliori panettoni artigianali della Capitale e del Lazio, in programma domenica 4 dicembre presso lo spazio eventi “La Serra” del Palazzo delle Esposizioni”.

Il Valore dell’Artigianalità è al centro della famiglia Mangione che ogni anno celebra il panettone, straordinario prodotto artigianale che racchiude in sé tutto il calore, la ricchezza e la bontà delle Feste Natalizie. Il Forno Spiga D’Oro Bakery è un panificio, un centro di dolci e di specialità alimentari dove, di tutti gli ingredienti usati, mantengono prioritaria la qualità.

Per questo Natale 2022 è stato preparato un ricchissimo catalogo che comprende: Panettone Classico, al Pistacchio, al Mon Chéri, alla Nutella, oltre a quello Kinder, ai Tre Cioccolati, quello Rocher, al Cioccolato, Rum e Uvetta, e quello Italiano che, come orgogliosamente conferma il titolare “E’ nato dalla collaborazione con alcuni artigiani ed è fatto con materie prime 100% italiane, il che al giorno d’oggi non è così scontato”. Non da meno è il Pandoro che va da quello Classico a quello al Cioccolato Fondente.

L’avventura imprenditoriale della famiglia Mangione nasce grazie al capostipite Alessandro, che – panificatore dall’età di 13 anni – a metà anni ’90 si mette in proprio aprendo l’attività dedita alla panificazione e ai lieviti; nel 2002 vi è un primo passaggio importante con il figlio Simone che affianca il padre, nell’organizzazione aziendale e manageriale, e con la realizzazione di un primo laboratorio ed un allargamento del negozio. Cinque anni più tardi c’è l’ingresso, assieme ad un fondo di investimenti, nel settore food&beverage presso gli aeroporti (sia nazionali che europei tra cui Londra, Vienna e Salisburgo) a cui fa seguito, nel 2012 dopo la vendita della partecipazione al fondo stesso, un ritorno all’azienda di famiglia.

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