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Il settore delle costruzioni e la sfida della sostenibilità

Il modello della Vitali spa: +80% di ricavi in 5 anni

Milano, 30 giu. (askanews) – La sostenibilità ambientale non è più un’opzione, ma un dovere. E presto diventerà un obbligo. Se questo è vero in generale, lo è ancora di più per le costruzioni, settore che da solo è responsabile del 39% delle emissioni globali di Co2. Una strada, quella della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente, già imboccata con successo da Vitali spa, azienda leader del settore.

“Per noi è un valore fondante e da più di 10 anni realizziamo immobili green”, spiega il presidente Massimo Vitali che precisa: “Pensare a edifici sostenibili per gli investitori è diventato ormai indispensabile. Un investitore non può più investire in un edificio non sostenibile”

Una strategia precisa, dunque, che ha portato a un’impennata del fatturato per l’azienda di costruzioni bergamasca: “Noi abbiamo sempre fatto scelte di investimento sostenibili e negli ultimi 5 anni siamo cresciuti dell’80%. Ogni decisione di investimento, e parliamo di investimenti importanti, di decine e decine di milioni di euro, è sempre stata improntata alla sostenibilità – assicura Vitali -. E’ una filosofia vincente i risultati li abbiamo e li dimostriamo con quello che abbiamo fatto e con quello che abbiamo realizzato”.

La sfida è diventare un’azienda al 100% circolare: “Noi – puntualizza ancora Massimo Vitali – vogliamo utilizzare per la produzione aziendale, le cave e tutti i prodotti che realizziamo per i nostri cantieri, per i nostri clienti energia rinnovabile al 100%. Poi abbiamo tutta una serie di obiettivi che già negli anni abbiamo messo in atto di risparmio e di riutilizzo dei materiali all’interno dei cantieri. Le case history di Milano Malpensa, Milano Linate e prima ancora Orio al Serio sono case history di riciclaggio delle materie prime e secondarie che è arrivato addirittura al 100%”.

Lo stesso modello sarà replicato nell’area ex Rizzoli, uno dei progetti di rigenerazione urbana più importanti di Milano: “Nell’ex Rizzoli abbiamo operato riqualificando e riutilizzando tutti i materiali che abbiamo demolito e riciclando e separando il legno e il ferro e riutilizzando all’interno del cantiere le demolizioni che provenivano dall’ex edificio Rizzoli. Questo è un esempio di attenzione nei confronti dell’ambiente, nei confronti del nostro pianeta per salvaguardare e non utilizzare le materie prime provenienti dalle cave”.

Il che, tradotto in pratica, significa meno camion sulle strade, meno Co2 nell’aria e perciò più benessere per tutti.

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