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Il cantante R. Kelly condannato a 30 anni per abusi sessuali

Avrebbe usato la sua fama per irretire le vittime

New York, 30 giu. (askanews) – Il cantante R&B e produttore statunitense R. Kelly è stato condannato a 30 anni di carcere con le accuse di racket e abusi sessuali, per aver usato la sua fama per irretire le vittime, donne e ragazze minorenni, per poi abusarne sessualmente.

Robert Sylvester Kelly, 55 anni, che tra i suoi successi annovera la canzone vincitrice del Grammy “I Believe I Can Fly”, è in carcere da luglio 2019. E’ una tra le persone più in vista condannate per comportamento sessuale scorretto da quando è nato il movimento #MeToo.

“Ha lasciato una scia di vite spezzate”, ha detto il giudice Donnelly a Kelly. “Personalmente mi è successo molto tempo fa, avevo 17 anni e ora ne ho 45. Non avrei mai pensato di vederlo ritenuto responsabile per le cose atroci che ha fatto a dei bambini. Sono grata che Robert Sylvester Kelly non potrà più fare del male a nessuno” ha detto Lizzette Martinez una delle vittime.

R.Kelly è stato condannato per nove accuse penali; i pubblici ministeri avevano chiesto una pena detentiva di oltre 25 anni, dicendo che aveva dimostrato un “insensibile disprezzo” per le sue vittime e non aveva mostrato rimorso. Per la difesa non meritava più di 10 anni, per via della sua storia di bambino maltrattato e abusato.

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