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Un cortometraggio per superare le paure legate alla psoriasi

AbbVie presenta "Spettri", con la campagna "Let Me Be Clear"

Milano, 29 giu. (askanews) – Un corto diretto dal regista Paolo Santamaria e significativamente intitolato “Spettri” per raccontare in modo diverso la psoriasi e aiutare chi ne soffre a vincere le proprie paure. E’ la seconda opera promossa da AbbVie nell’ambito del progetto “Let Me Be Clear”. “Questa – ha detto ad askanews Irma Cordella, Public Affairs Director AbbVie Italia – è una campagna che nasce da lontano, perché è una campagna internazionale di ABBVIE e nasce dalla volontà di rispondere alla domanda di informazione di qualità sulla psoriasi, proveniente dai pazienti e dai loro familiari. Questa campagna ci dà la possibilità di fare un’altra cosa a noi molto cara, ossia andare oltre il farmaco, perché noi riteniamo che diffondere e contribuire alla diffusione di una corretta informazione rappresenti il primo passo verso la cura”.

La campagna ha il patrocinio di ADOI, l’Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica, e di APIAFCO, l’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza. E punta anche a fare conoscere di più la malattia, partendo dai tre aspetti che un dermatologo considera al momento della diagnosi.

“Uno – ci ha detto il prof. Stefano Piaserico, dermatologo dell’Università di Padova – è oggettivo, si misura: è l’estensione della malattia. Secondo: le co-morbidità, cioè come la psoriasi impatta su altri organi a distanza; è un concetto nuovo e va approfondito. Terzo aspetto, forse ancora più importante, è quello psicologico e sociale, cioè l’impatto che la psoriasi ha sulle dimensioni appunto psico-sociali”.

Quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante e ha un grande impatto sulla vita delle persone affette da psoriasi. “Anche la scelta di sposarsi o no, la scelta di fare figli o no – ha aggiunto Piaserico – sembra clamoroso, ma in molti pazienti è condizionata dalla presenza della psoriasi, quindi l’impatto della malattia nella vita di una persona prende il nome di impatto cumulativo”.

Ma gli spettri che spesso creiamo noi stessi, come racconta il cortometraggio, nel caso della psoriasi possono essere affrontati e sconfitti. “Le terapie efficaci ci sono – ha confermato il professore – da qualche anno consentono di pulire completamente la cute dalle lesioni in maniera praticamente completa. Quindi occorre non arrendersi al vecchio concetto della psoriasi come malattia incurabile, ma aprire la mente a questi orizzonti terapeutici nuovi”.

Per poi poter cambiare in meglio la qualità della propria vita, obiettivo che, assicurano da AbbVie, è prioritario per l’azienda. “Noi chiediamo ai pazienti con psoriasi di credere ai loro sogni – ha concluso Irma Cordella – perché oggi grazie ai ritrovati della ricerca scientifica questo è possibile”.

E sono le stesse persone con psoriasi iniziare un percorso di guarigione nel momento in cui assumono un ruolo centrale nella gestione della propria malattia.

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