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Sisma in Afghanistan, l’arrivo degli aiuti a Barmal e Gayan

Luoghi isolati nella provincia di Paktika

Roma, 24 giu. (askanews) – Situazione sempre drammatica in Afghanistan dopo la scossa sismica che il 22 giugno ha colpito la provincia orientale di Paktika. Le vittime sono almeno mille, ma il bilancio resta provvisorio; migliaia di persone hanno perso le loro abitazioni, almeno tremila sono i feriti.

La scossa di magnitudo 5,9 ha provocato anche un disastro logistico azzerando le comunicazioni telefoniche nelle zone colpite e provocando frane. Interi paesi sono stati distrutti.

Nelle immagini l’arrivo degli aiuti internazionali che vengono instradati con elicotteri, e i campi installati da Medici Senza Frontiere e dal Programma alimentare mondiale.

Le conseguenze del sisma, il più letale in Afghanistan da vent’anni, creano un incubo organizzativo per il regime talebano. Il paese dipende dagli aiuti internazionali ma l’80% del sostegno è venuto a mancare con l’arrivo al potere degli estremisti l’estate scorsa; anche prima del terremoto le Nazioni Unite parlavano di una crisi umanitaria che minacciava l’intera popolazione afgana.

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