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Superare la spending review per ricostruire il Servizio sanitario

L'appello della sanità privata all'assemblea nazionale di Aiop

Bologna, 27 mag. (askanews) – Per riorganizzare in modo efficiente il Servizio sanitario nazionale, sotto pressione da oltre due anni di pandemia, c’è bisogno dell’intervento di tutti i soggetti che operano al suo interno.

Ma la sanità privata, che è stata fondamentale per gestire l’emergenza con le sue cliniche e i suoi professionisti, non può esercitare in pieno il suo ruolo perché bloccata da una legge anacronistica e illogica, dichiara l’ordinario di Diritto costituzionale a Roma Tre, Alfonso Celotto: “C’è un problema di finanziamento della sanità soprattutto della sanità privata. Siamo ancora bloccati ai budget del 2011 e del 2012 con il famoso taglio del 2012, ma anche il Decreto legge del 2019 che lo ha in parte superato ha riportato ai budget del 2011. Ormai c’è un tetto anacronistico rispetto al finanziamento della sanità privata. Soprattutto dopo due anni di Covid, con tutta l’esigenza di un finanziamento maggiore per garantire prestazioni miglior e far trovare un sistema sanitario più pronto occorre intervenire su questo anche in vista dei miglioramenti di qualità del Pnrr”.

All’assemblea generale di Bologna Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, ha chiesto alla politica e al governo di andare oltre il “tetto di cristallo” determinato dalla spending review ancora in vigore. La presidente Barbara Cittadini: “C’è una legge che non consente di dare una risposta puntuale ed efficiente alla domanda di salute dei cittadini che da anni genera liste d’attesa lunghissime, mobilità sanitaria di media e bassa complessità, rinuncia alle cure per coloro che non si possono consentire la mobilità sanitaria e spesa out of pocket”.

Da qui la necessità di superare il Decreto legge 95 del luglio 2012, aggiunge Cittadini: “Tutte le leggi emergenziali deve avere un inizio e una fine perché quando diventano strutturali deprimono quali-quantitativamente un sistema”.

Alla tavola rotonda organizzata a Bologna, da più parti è arrivato l’impegno a creare le condizioni per riorganizzare il sistema sanitario attraverso leggi e riforme per dare risposte alle criticità già presenti prima della pandemia.

L’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, componente della Commissione Bilancio alla Camera: “Noi dobbiamo fare un’azione di programmazione che ci permetta di riorganizzare in modo efficiente il Servizio sanitario nazionale e anche la componente privata, quindi l’integrazione tra pubblico e privato. Però questo si fa innanzitutto partendo dalle risorse. Negli anni abbiamo fatto tante azioni organizzative anche di efficientamento della spesa, ma le risorse a 6,3 e 6,5 sono troppo basse: dobbiamo come minimo mantenere il 7,3 del Pil, ma la nostra ambizione sarebbe quella di trovare il modo per arrivare al minimo al 9,5 cioè essere comparabili ai paesi simili al nostro, come la Germania e la Francia”.

Dello stesso parere anche l’assessore al Welfare del Comune di Bologna e componente alla Commissione Affari sociali alla Camera, Luca Rizzo Nervo: “Sono contento che Aiop abbia scelto di celebrare il suo congresso a Bologna perché qui c’è un’esperienza di co-programmazione e co-progettazione pubblica condivisa tra soggetti di diritto pubblico e soggetti di diritto privato. Aiop è una parte integrante del sistema pubblico già nella programmazione”.

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