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Daniele Novara: “Sullo stop alle mascherine a scuola tifo Draghi”

Il pedagogista denuncia il rischio di ritrovarci così a settembre

Roma, 27 mag. (askanews) – La scuola è rimasto uno degli ultimi posti dove le restrizioni anti-Covid, in particolare l’uso delle mascherine, non sono state revocate. Restrizioni che rischiano di lasciare un segno profondo nelle prossime generazioni, con gravi rischi di salute per bambini e ragazzi. È la denuncia del noto pedagogista e scrittore piacentino Daniele Novara, che in un’intervista ad aksanews ricorda come il governo sia diviso sul tema, con il presidente del Consiglio Mario Draghi che avrebbe voluto allentare la misura e che ha promesso lo stop per il prossimo anno scolastico nel corso di una visita in una scuola a Sommacampagna, in provincia di Verona, (il 20 maggio), mentre altri, come i ministri della Salute e dell’Istruzione, Roberto Speranza e Patrizio Bianchi, si sono dimostrati più rigoristi.

“In tempi di tifo calcistico e bellico io tifo Draghi spero che passi la sua linea. É una battuta. Io spero che l’Italia si allinei con l’Europa, si allinei con il buon senso, si allinei con la salute integrale dei bambini e dei ragazzi, non dobbiamo giocare con questi concetti e non dobbiamo permettere che decisioni sbagliate influiscano pesantamente sulla vita delle generazioni che poi dovranno prendere in mano questo meraviglioso paese”, ha spiegato, lanciando un appello per restituire normalità ai bambini e ai ragazzi anche nelle scuole.

“Le restrizioni sono state allentate ovunque, si entra al supermercato, in tutti i negozi, nei bar ovunque, senza mascherine, tolto il cinema e il teatro”, ha ricordato.

“A scuola no, le restrizioni regnano sovrane, specialmente quelle più inquietanti, ossia, in alcune scuole, con regole molto, molto rigide, i bambini devono giocare all’aperto con le mascherine, qui siamo al limite della violazione dei diritti dei bambini”, ha denunciato.

“L’unica restrizione che è stata eliminata è quella delle gite scolastiche, senza essere complottisti, si può tranquillamente dire che è stato fatto per sostenere il sistema turistico, non certo la salute neuro-psichica dei nostri alunni e dei nostri ragazzi”, ha affermato.

“La paura è che tutto questo lasci presagire che anche il prossimo anno scolastico le autorità politiche vogliono andare nella stessa direzione, contro l’Europa, l’Italia è l’unico paese della comunità europea con queste restrizioni”, ha avvertito.

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