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Bragalone: Superbonus, le criticità e le occasioni mancate

Le proposte del Ceo di Asscond

Roma, 17 mag. (askanews) – Il superbonus è una misura che ha indubbiamente contribuito a rilanciare un settore in crisi come quello dell’edilizia e, di riflesso, anche l’economia e il patrimonio urbano italiano. Tuttavia ci sono delle criticità che, oltre a creare mal di pancia nel governo, ne rendono farraginoso il funzionamento e creano spazi per possibili truffe, come ampiamente documentato dalla cronaca. Askanews ne ha parlato con Sandro Bragalone, Ceo di Asscond.

“La nuova attività che viene svolta con il Superbonus inizialmente aveva moltissime aspettative sia da parte del mondo economico che da parte dei condomini. Subito dopo la pubblicazione del decreto, si è iniziato a valutare che l’attività era molto complessa in quanto poneva una serie di vincoli, uno su tutti era quello urbanistico. Questo aspetto è stato successivamente superato con il decreto semplificazioni che ha di gran lunga alleggerito quelle che erano le incombenze da fare. Purtroppo dopo c’è stato uno stop del governo, con il presidente del consiglio, che ha dichiarato – anche a ragione – che c’erano state delle importanti truffe. Quindi si è attivato il decreto antifrode che però ha fermato tantissimo i lavori. Non ultimo nella possibilità di cedere i crediti da parte delle imprese. Quello che ci aspettavamo dal 2 maggio, cioè un decreto che avrebbe dovuto chiarire l’aspetto della doppia cessione del credito o comunque sfoltire questa problematica si è rivelato un nulla di fatto”.

L’aspetto finanziario del rapporto con le banche resta quindi quello più delicato: “Il tema più importante in questo momento purtroppo è quello del blocco della cessione del credito. Moltissime imprese stanno lamentando dei propri cassetti fiscali zeppi di crediti ma che purtroppo non vengono monetizzati. E’ chiaro che l’impresa patendo questa difficoltà non può fare altro che rallentare, o come in molti stabili sta succedendo, bloccare addirittura i lavori”.

Per rendere più snella e fruibile questa misura, i condomìni propongono alcune soluzioni: “Una su tutte in questo momento è la difficoltà di intuire quelli che sono i limiti temporali. Quindi io direi di definire i limiti temporali ma anche dividerli. Cioè definire il termine ultimo nel quale il condominio può deliberare la pratica e poi stabilire un altro limite che è quello dell’esecuzione dei lavori. Questo potrebbe essere molto interessante. Ultimo ma non per importanza, creare il tanto auspicato testo unico. Noi in questo momento dobbiamo leggere quelle che sono le interpretazioni fatte nell’ordine dal Mise, dall’Enea, dall’Agenzia delle entrate. Quindi è facilmente comprensibile che un testo unico che racchiuda tutte le detrazioni e tutte le modalità con le quali accedere sarebbe facilitante per questo processo”.

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