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Che succede in Irlanda del Nord: la frontiera,lo Sinn Fein e l’Ue

Contesa fra repubblicani e unionisti, impossibile formare governo

Roma, 10 mag. (askanews) – Una frontiera, la Brexit e l’Ue sono al centro dei problemi politici in Irlanda del Nord. Dopo la storica vittoria che li ha visti diventare il primo partito in Ulster, i repubblicani dello Sinn Fein accusano i rivali unionisti del DUP di tenere in ostaggio il paese.

Michelle O’Neill dovrebbe diventare primo ministro della provincia britannica. Ma in base agli accordi di pace del 95, il governo deve essere diviso fra il partito repubblicano cattolico e gli unionisti protestanti.

“Il mio messaggio è chiaro” dice O’Neill: “il Dup ma anche il governo di Londra devono accettare e rispettare il risultato democratico di questa elezione. Non tollereremo pericolose trattative mentre l’Irlanda del Nord diventa un danno collaterale nel braccio di ferro con la Commissione europea”.

Al centro della contesa c’è la frontiera dopo la Brexit fra Ue e Regno Unito, che in teoria dovrebbe situarsi fra la Repubblica d’Irlanda e l’Ulster. Invece dopo molti dibattiti è stata spostata nel mare d’Irlanda.

Infatti la libera circolazione fra le due Irlande fa parte degli accordi di pace che misero fine alla guerra civile fra repubblicani e unionisti in Ulster.

Ma il Partito democratico unionista, il DUP, ora teme che la vittoria dello Sinn Fein indichi che si avvicina la riunificazione con Dublino – un obbiettivo che i repubblicani perseguono da sempre.

Obbiettivo inaccettabile anche per il governo di Boris Johnson a Londra. Di qui le minacce del leader unionista Jeffrey Donaldson: disposto a formare un governo solo se la frontiera torna in Irlanda. “Lo dico all’Unione Europea e al governo di Londra, non mi interessano i loro universi paralleli, mi interessa il mondo reale, e quindi risolvete la questione e rimuovete la frontiera nel Mare d’Irlanda, grazie”.

Unionisti e repubblicani continuano a battersi per i loro scopi. Intanto da Berlino il cancelliere tedesco Olaf Scholz avverte Londra: “Per l’Irlanda del Nord c’è una buona soluzione e nessuno può modificarla unilateralmente, anche perché sappiamo che è una questione complessa che non riguarda solo i rapporti fra Unione Europea e Regno Unito, ma anche lo sviluppo pacifico dell’Irlanda”.

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