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Lo sguardo di Lady Tarin sulla Biennale, con uno smartphone

La fotografa ha lavorato esclusivamente con lo Xiaomi 12 Pro

Venezia, 9 mag. (askanews) – I giorni dell’opening della Biennale d’arte di Venezia raccontati con lo sguardo di una fotografa come Lady Tarin, che per la prima volta ha lavorato esclusivamente con uno smartphone, lo Xiaomi 12 Pro. Ora le sue immagini sono diventate una mostra, aperta al pubblico nella Project Room della galleria Marignana Arte a Dorsoduro: “Art Tales”, nuova tappa della presenza di Xiaomi a Venezia come sponsor di Padiglione Italia in Biennale.

Così nelle immagini di Lady Tarin si ritrova l’essenza culturale dell’evento, ma anche un discorso più intimo, una sovrapposizione di elementi del racconto, che poi diventano la cifra stessa del progetto artistico.

“Ho trovato molto interessante il fatto di ritrovare alcune mie muse a Venezia – ha detto la fotografa romagnola ad askanews – ed è stato del tutto inaspettato: una l’ho incontrata in treno, una per strada. Le ho fotografate e le ho incluse, perché poi alla fine mi è piaciuto poter inserire il mio progetto personale che racconta la donna anche in questo altro progetto. Non me l’aspettavo, pensavo di raccontare Venezia, la Biennale, i personaggi, poi invece è diventato tutto molto più corale, che è quello che desidero fare e raccontare”.

Nel coro si trovano quindi ritratti dell’artista di Padiglione Italia, Gian Maria Tosatti, così come le calze rosse di Lord Norman Foster, ma anche quelle donne che Lady Tarin fotografa da sempre e di cui racconta storie e vite. Questa volta però con uno strumento diverso.

“Lady Tarin – ci ha detto Davide Lunardelli, Head of marketing di Xiaomi Italia – per noi è stata una scelta dirompente per andare a esplorare le caratteristiche fotografiche di Xiaomi 12 Pro, nel senso he lei è una fotografa abituata a essere molto intima con i suoi soggetti, ci dà quella sensazione di vicinanza con i volti della Biennale che abbiamo visto nella settimana di opening ed è un’artista abituata a scattare in analogico. Quindi questo suo passaggio al digitale è in qualche modo una scelta epocale, un esperimento riuscito come possiamo vedere e che rappresenta tante cose importanti per noi dal punto di vista tecnico, ma anche artistico”.

E il supporto tecnologico è, sempre di più, un elemento che è parte essenziale della pratica degli artisti. “Devo dire – ha aggiunto Lady Tarin – che la qualità è altissima, perché permette di scattare in altissima risoluzione. Quando è visto le foto stampate sono rimasta molto colpita dalla qualità. E poi c’è questa modalità notturna che permette di scattare con pochissima luce, e anche questa ha una buona qualità. E’ stata anche questa un’esperienza molto positiva per me”.

E poi, ci ha raccontato la fotografa, avere sempre in tasca uno smartphone che può realizzare immagini di qualità, è anche un modo per dimenticare quelle “fotografie mai scattate” perché non si aveva con sé l’attrezzatura in un momento decisivo.

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