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Mike Nelson a Parma: un’installazione come nel Castello di Kafka

Un grande progetto site-specific al Palazzo dell'Agricoltore

Parma, 21 mar. (askanews) – Si entra nel Palazzo dell’Agricoltore di Parma e la sensazione, forte, è quella di trovarsi in un luogo carico di densità storica e architettonica. Le ombre del passato sono evidenti, fin dalla data di costruzione dell’edificio: il 1939; la forza dell’architettura è tangibile, così grandiosa da sembrare un monumento al potere della burocrazia. In questo contesto si è inserita, con una forza narrativa che forse senza l’esperienza diretta è difficile percepire appieno, l’installazione site-specific “The House of the Farmer” dell’artista inglese Mike Nelson, uno dei grandi interpreti dell’ascesa dell’arte ambientale a cavallo tra XX e XXI Secolo.

Nei saloni che rievocano i luoghi dei grandi romanzi di Franz Kafka, ma anche i ministeri distopici di George Orwell, Nelson ha collocato le sue sculture con legni e materiali naturali, un paesaggio che, in forma apparentemente caotica, invade gli spazi e li cambia completamente costruendo un dialogo che attraversa il tempo e genera stupore, sorpresa, emozione e anche, talvolta, un senso di smarrimento. Perché il contrasto tra la granitica identità del Palazzo e la natura sovversiva degli interventi di Nelson ha la forza di creare un’armonia del tutto inattesa, a tratti sconcertante. Ma lo sconcerto poi, quando si osservano meglio i lavori dell’artista e si coglie la struttura coerente che li sostiene, si affievolisce e diventa soprattutto consapevolezza del modo in cui l’opera ha affrontato la natura dello spazio in cui Mike Nelson è stato chiamato a intervenire.

Curata da Didi Bozzini, la mostra è un dispositivo ibrido, che ha la capacità di restituire quella stessa inafferrabile commistione tra la vita e il potere, tra la natura e il controllo che pervade ogni parola, per esempio, di un romanzo come “Il Castello” di Kafka. Quel luogo dove l’agrimensore K ha dovuto affrontare il mostro invisibile dell’Istituzione Totale, che, in certi scorci prospettici all’interno del Palazzo dell’Agricoltore, ci è sembrato di riuscire a intravedere. Accanto ovviamente al discorso della relazione tra la natura e l’umano, tra la conservazione e la rigenerazione, tra l’ordine soffocante e il caos vivificante. Contrasti che la pervasività dell’installazione di Nelson continua ad attivare, passo dopo passo, stanza dopo stanza.

(Leonardo Merlini)

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