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Da Cicciolina alla Scala, un libro racconta 40 anni di Mattarella

L'autore Angelo Gallippi: "Ricorderemo la sua figura molto umana"

Roma, 24 gen. (askanews) – Dagli applausi alla Scala alla polemica con Cicciolina, dall’omicidio del fratello Piersanti per mano della mafia allo smantellamento del Porcellum e molto altro. È tutto racchiuso in “Sergio Mattarella: 40 anni di storia italiana” (Paesi Edizioni), prima biografia del 12esimo presidente della Repubblica italiana. Scritto da Angelo Gallippi, già professore di Informatica all’Università di Roma Tor Vergata, racconta il Mattarella politico (parlamentare, ministro, vice premier, giudice costituzionale e da ultimo presidente della Repubblica), ma anche il lato umano di un capo dello Stato riservato, schivo e, quando è stato necessario, coraggioso.

“Quando lui era ministro della Pubblica Istruzione, Cicciolina (la pornostar Ilona Staller, ndr) era deputato dei Radicali e allora Cicciolina intervenne perché Mattarella aveva dato un appoggio a una preside che aveva criticato un’alunna con la minigonna, Mattarella appoggiò questa preside. Allora Cicciolina disse ‘ma invece di pensare all’abbigliamento delle studentesse, perché non pensa a insegnare l’educazione sessuale nelle scuole”, ricorda Gallippi, classe 1946.

Secondo lei per che cosa lo ricorderanno più di tutto gli italiani?

“Per ora lo ricordano sostanzialmente per il fratello, per il Mattarellum e per qualche altra cosa. Devo dire che il suo consenso è andato aumentando: ha avuto 4 minuti di applausi dalla Camera quando è stato eletto, che sono diventati 7 alla Scala quando ha finito e, analogamente, facendo le proporzioni lui ha avuto un 40-44% di gradimento a inizio mandato e adesso è arrivato al 70, più o meno le proporzioni sono quelle”.

“Io penso che lui sarà ricordato sostanzialmente per la sua figura molto umana, per la sua figura che non è mai trascesa a offendere l’avversario politico, anche se le idee erano molto diverse”, ha sottolineato.

Il libro è stato presentato alla Stampa Estera il 20 gennaio, a pochi giorni dall’inizio delle votazioni per il nuovo capo dello Stato, alla presenza di Gianni Letta, Alfonso Pecoraro Scanio e Ignazio La Russa. Moderatori Marco da Milano e il quirinalista Ugo Magri, che ha scritto anche la prefazione:

“Credo che alcune cose che Mattarella ha rappresentato in questi anni, sia molto difficile tornare indietro rispetto a questo. Per esempio nella prefazione ho citato il garbo istituzionale, Gianni Letta che il garbo istituzionale lo conosce, sa quanto sia importante rappresentarlo”, ha detto Magri nel corso della presentazione.

E mentre tutti guardano al Colle per l’elezione del nuovo capo dello Stato, ci si chiede chi sceglierebbe Mattarella come suo successore…

“Draghi posso dire lui l’ha scelto come presidente del Consiglio, è una persona che indubbiamente stima e quindi se fossi nel suo cervello penserei che lo possa anche lui auspicare, ma questo ovviamente non si sa”, ha concluso Gallippi.

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