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Conferenza annuale Esa, Aschbacher: in autunno i nuovi astronauti

L'Iss operativa fino al 2030, proposta proroga anche per l'Esa

di Pino Di Feo

Montaggio di Gualtiero Benatelli

Parigi, 18 gen. (askanews) – Tutela dell’ambiente, lotta al cambiamento climatico, protezione degli asset, nuovi astronauti e programmi per lo sviluppo dell’esplorazione spaziale, robotica e umana, nell’immediato futuro e a lungo termine; sono i temi principali toccati nella conferenza stampa annuale del direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher per fare il punto sui progetti per il 2022.

I rinforzi arriveranno presto, entro l’autunno l’Esa accoglierà la nuova classe di astronauti. Su oltre 23mila domande hanno superato la prima fase della selezione 1.362 aspiranti astronauti e 29 aspiranti parastronauti alle prese ora con un nuovo step che prevede anche test clinici e psico-attitudinali.

Tra i loro futuri compiti, oltre le missioni sull’Iss, anche quelle del programma Artemis sulla Luna ma, per adesso, non c’è alcuna previsione di vedere un astronauta europeo sul suolo lunare prima del 2030. Questo – ha spiegato il dg – è argomento delle negoziazioni attualmente in corso con la Nasa.

Intanto l’Esa verso la Luna ci andrà con la missione Artemis 1 grazie al modulo EMS che alimenta la capsula Orion.

Quanto all’Iss, l’Ente spaziale americano ne ha prolungato l’operatività fino a tutto il 2030 e lo stesso Aschbacher ha fatto sapere che chiederà una proroga anche per le attività Esa alla prossima ministeriale.

“Sono molto fiducioso – ha detto – che gli Stati membri accoglieranno la mia richiesta”.

Intanto, ad aprile del 2022 partirà per la Stazione spaziale l’italiana Samantha Cristoforetti che diventerà anche la prima astronauta donna europea a prendere il comando della base orbitante.

Il dg, poi, ha fornito un’ampia panoramica, step by step, sui programmi dell’Esa per l’anno in corso, nell’ambito dell’Agenda 2025, con focus particolare sul programma Copernicus di monitoraggio della Terra dallo Spazio e sul nuovo sistema di navigazione satellitare Galileo.

In primo piano anche i progressi sul fronte dei nuovi lanciatori, l’italiano Vega C e l’Ariane 6 di Arianespace, l’attesa dei dati del James Webb Space telescope e del satellite Gaia e le missioni di sample return e che riporteranno sulla Terra campioni di suolo da altri corpi celesti del Sistema solare.

Aschbacher, però, si è detto anche “preoccupato” per la deregulation che sta portando a un sovraffollamento dell’orbita bassa terrestre, in particolare con detriti e piccoli satelliti commerciali, come gli Starlink di SpaceX; una situazione che potrebbe generare potenziale pericolo per gli asset istituzionali e gli stessi astronauti che, dunque, vanno protetti con una specifica regolamentazione.

Guardando oltre l’orbita bassa terrestre (Leo), infine, l’Esa ha annunciato di essere pronta al lancio a settembre della missione Exomars 2022 che porterà su Marte il rover Rosalind Franklin con la trivella italiana, costruita da Leonardo per scavare nel sottosuolo marziano fino a 2 metri di profondità, alla scoperta di possibili tracce di vita, presente o passata, protette dalle nocive radiazioni della superficie.

L’Esa ha intitolato ad Amalia Ercoli Finzi – la scienziata italiana che ha legato il suo nome alla missione Rosetta sulla cometa “Churyumov-Gerasimenko” – il rover gemello che verrà usato per simulazioni e test sulla Terra.

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