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Epilessia, una rete specifica la migliore forma di assistenza

Il webinar di Motore Sanità mette a confronto esperti e decisori

Roma, 24 nov. (askanews) – Dallo stigma sociale ai costi per il Sistema sanitario Nazionale. Il webinar “Dati epidemiologici e criticità nella presa in carico della persona con epilessia” ha messo a confronto esperti, clinici e decisori della politica sanitaria sulla governance di questa patologia neurologica cronica, che in Italia affligge mezzo milione di persone, con una media di 40mila nuovi casi registrati ogni anno.

L’evento, organizzato da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Angelini Pharma, ha rappresentato l’occasione per capire come offrire ai malati di epilessia la migliore qualità possibile dell’assistenza.

La neurologa Angela La Neve, Responsabile del Centro per la diagnosi e la cura dell’epilessia del Policlinico di Bari, ha spiegato così il senso dell’iniziativa: “E’ il primo importante punto di un contatto, di un’alleanza che si deve creare tra il clinico esperto e il decisore politico perché il decisore politico deve conoscere i bisogni della malattia perché solo conoscendoli può fare una programmazione della gestione e quindi pensare a una sostenibilità, a un risparmio della spesa sanitaria nel medio e lungo termine”.

E’ emerso che è fondamentale avere il prima possibile la diagnosi, e che per questo sono spesso necessarie nuove tipologie di risonanza magnetica, al momento non inserite nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, e quindi a totale carico del paziente. E poi avere nuovi farmaci “mirati” perché esistono forme diverse della malattia, il 30% delle quali farmacoresistenti.

E tuttavia la spesa maggiore per la Sanità non è costituita dai farmaci, ma dal ricovero in ospedale. Per questo, secondo La Neve, con una rete di assistenza specifica è possibile ridurre di molto i costi: “E’ ovvio che ci vogliono le strutture dedicate. Con personale formato e dedicato e la strumentazione”.

La senatrice Paola Binetti, neuropsichiatra, ha insistito sul dovere di combattere lo stigma sociale che colpisce chi è affetto dalla patologia ed ha illustrato per questo le norme di un disegno di legge che mira ad assicurare la piena integrazione delle persone epilettiche senza porle in una condizione di tutela discriminatoria: “Noi ci auguriamo con tutto il cuore che la legge che è in discussione in questo momento al Senato possa quanto prima essere approvata. La remora in questo momento è di natura economica, come succede molte volte. E’ il Mef che pone alcune riserve, ma noi ci auguriamo che si possa davvero procedere quanto prima a vantaggio di tutte le persone che, è vero che hanno una patologia, ma questa patologia non deve diventare l’identificatore di tutta la loro personalità”.

E proprio sul fronte delle risorse finanziarie qualcosa sembra muoversi: la deputata Fabiola Bologna, in collegamento video, ha confermato il finanziamento da 200 milioni di euro l’anno per l’aggiornamento dei Lea previsto dalla Manovra, tema che riguarda da vicino proprio la diagnosi precoce dell’epilessia.

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