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Bper Banca, contrasto ludopatie con monitoraggio e moral suasion

Sostegno alla clientela affetta da gioco d'azzardo patologico

Bergamo, 25 nov (askanews) – Ottantotto miliardi di euro spesi in giochi d’azzardo nel solo 2020, di cui 13 miliardi di perdite nette per i giocatori. Una montagna di denaro bruciata da uomini e donne di tutte le età, equivalente al 10 per cento della spesa alimentare media delle famiglie italiane. Il fenomeno della dipendenza da gioco ha ripreso vigore lo scorso anno, dopo il calo fisiologico del primo periodo della pandemia, registrando l’apertura di 4,3 milioni di nuovi conti online.

Si è posta il problema offrendo soluzioni concrete Bper Banca, che ha organizzato con l’Ats di Bergamo un incontro in cui è stata presentata una ricerca condotta dall’Osservatorio Nomisma da cui risulta che il 42 per cento dei minorenni ha giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi dodici mesi e il 48% dei giovani giocatori ha nascosto o ridimensionato le proprie abitudini di gioco ai genitori; il 9% dei ragazzi ha un approccio problematico al gioco, con un impatto emotivo non equilibrato e ansiogeno. Sono gli stessi giovani giocatori, il 35 per cento, a ritenere di essere a rischio dipendenza.

Ma che ruolo può avere una banca nella lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo? Lo spiega Vittorio Stefano Kuhn, Chief Business Officer Lombardia di Bper Banca: “Il fenomeno di cui i dati Nomisma ci hanno reso coscienti evidentemente sono numeri assolutamente impressionanti. Impressionanti per trasversalità, impatto generazionale e impatto economico. Stiamo parlando dell economia di famiglie e di risvolti che possono diventare in alcune situazioni assolutamente tragici. L attenzione e la sensibilità che la banca dimostra su questi temi, credo che da un lato confermi la prossimità di territorio e dall altra l etica che ispira iniziative come questa”.

Bper banca si occupa da circa dieci anni di sostegno alla propria clientela affetta da gioco d azzardo patologico, con l’aiuto di associazioni del Terzo settore e in collegamento con le Ats e i Comuni. Attraverso il monitoraggio delle carte di credito prepagate, la banca avvicina, nel rispetto della privacy, le operazioni “sospette” e propone, attraverso personale appositamente formato, di accompagnare il cliente-giocatore attraverso un percorso di recupero.

Lo spiega Giovanna Zacchi, responsabile Esg strategies di Bper Banca. “In collaborazione con la rete del terzo settore che si occupa di aiuto a chi è affetto da questo tipo di dipendenza, cerchiamo di non far andare mai via dalla filiale queste persone senza un numero di telefono a cui affidarsi per un aiuto. Quindi quando il direttore filiale ci chiama cerchiamo qual è l’area territoriale di competenza, verifichiamo quali sono i centri di aiuto più vicini, gli forniamo le informaizoni che lui può fornire ai clienti che hanno questo tipo di patologia”.

Tra gli strumenti proposti da Bper banca, un Vademecum per le famiglie: “L’abbiamo messo soprattutto a disposizione dei comuni, che lo personalizzano alla fine con le informazioni legate delle agenzi anti dipendenza. Questo serve veramente per un aiuto. Qui a Bergamo l abbiamo rinforzato con un progetto con l Ats di Bergamo sullle famiglie sull uso delle carte di credito per i giovani e soprattutto attraverso un lavoro con i ragazzi che hanno creato un fumetto di sensibilizzazione”.

Per Bper banca, combattere il fenomeno è un’attività che caratterizza la “responsabilità sociale dell’impresa”: “E un esempio, a me piace dire, di “Economia del bene comune” perché anche questa è economia. Lo dico per esperienza diretta: riuscire ad aiutare qualcuno che è in una situazione di difficoltà e di disagio come questa credo che faccia un pezzettino dell economia del territorio, quindi è una cosa che fa bene alla banca e al territorio”.

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