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“Giotto”, lo studio sul trattamento dell’insufficienza mitralica

E' italiano il più grande rapporto al mondo

Roma, 20 ott. (askanews) – È italiano e si chiama “Giotto” il più ampio studio multicentrico al mondo condotto su pazienti con insufficienza mitralica sottoposti a intervento di riparazione transcatetere della valvola mitrale.

Ma cosa si intende per insufficienza mitralica? “L’insufficienza mitralica – spiega Giuseppe Tarantini, Coordinatore documenti scientifici Società europea cardiologia interventistica –

è l’incontinenza di una valvola. Nel cuore ci sono due valvole, la valvola aortica e la mitralica a sinistra. La valvola aortica quando si apre consente che il sangue vada in avanti verso gli organi ed è importante che la valvola mitralica, chiuda il compartimento verso il polmone. Se incontinente, quando il cuore spreme, il sangue non va verso l’aorta ma molto tornerà indietro verso il polmone e questo provocherà un ingorgo del polmone e il paziente in forme croniche, o acute che va in edema polmonare acuto”.

Rispetto al passato, ora le procedure transcatetere che non sono più una innovazione ma uno standard di cura in alcune tipologia di pazienti, hanno consentito di sopperire a una grave mancanza negli anni precedenti, ovvero di operare pazienti ad alto rischio chirurgico.

“Questi pazienti – prosegue Tarantini – adesso vengono trattati con interventi abbastanza semplici in mani esperte, con la MitraClip, un’operazione di circa un’oretta, non si apre lo sterno e non si usa il bisturi, si fa una puntura attraverso la gamba, si sale con un tubicino, si entra nelle camere cardiache, si scende nella valvola e si mette una mollettina che tiene fermi i due lembi della mitralica; il paziente non avrà più insufficienza mitralica, non avrà più sintomi rilevanti e vivrà più a lungo”.

Lo studio Giotto è un Registro in real-world della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) che ha raccolto i dati dei pazienti trattati in Italia con MitraClip, una tecnica nata nel 2008 in Italia e ormai diventata standard of care secondo le linee guida delle principali società europee di cardiologia e cardiochirurgia per la riparazione transcatetere della valvola mitrale.

“Abbiamo una fotografia di quello che succede in Italia, dei risultati – spiega Francesco Bedogni, Direttore di Cardiologia IRCCS Policlinico San Donato di Milano – dei pazienti ideali che vanno trattati, con risultati molto buoni, sia per risultati immediati che risultati a distanza”.

I risultati del registro Giotto hanno chiaramente mostrato l’efficacia e la sicurezza della procedura con una significativa riduzione dell’insufficienza mitralica, delle ospedalizzazioni e della mortalità.

“Ora – prosegue Bedogni – abbiamo a disposizione 4 clip che consente di trattare situazioni anatomiche più complesse. Possiamo individualizzare il trattamento per ogni singolo paziente. Abbiamo clip corte e larghe, lunghe e strette, per ogni tipo di situazione”.

Lo studio GIOTTO (GIse registry Of Transcatheter treatment of mitral valve regurgitaTiOn2), che ha coinvolto 1.659 pazienti in 22 centri dislocati su tutto il territorio nazionale, è durato circa 3 anni (da gennaio 2016 a marzo 2020) ed è stato recentemente pubblicato sull’European Journal of Heart Failure.

“L’azienda – conclude Bedogni – ci ha fornito dei device che sono performanti, e il tempo procedurale è molto corto: i tempi medi sono mezz’ora-45 minuti, con una procedura molto più semplice anche perché l’esperienza è migliorata”.

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