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Dermatite atopica, un cartoon per insegnare come affrontarla

Evento Sanofi nella Giornata Nazionale della Dermatite Atopica

Milano, 20 ott. (askanews) – Un cartone: “Dado e Adele, amici per la pelle” per far conoscere e affrontare la dermatite atopica, malattia che solo in Italia colpisce almeno 35mila persone, di cui circa 8mila in forma grave. È una delle condizioni dermatologiche più diffuse nei Paesi industrializzati e colpisce tra il 5 e il 20% dei bambini e tra il 5 e l’8% degli adulti, con conseguenze importanti anche sulla qualità della vita e sulla psiche dei pazienti.

Se ne è parlato martedì 19 ottobre 2021, Giornata Nazionale della Dermatite Atopica, a un evento organizzato a Milano da Sanofi per approfondire gli aspetti clinici e sociali di questa patologia e lottare contro lo stigma che circonda chi ne è colpito, in particolare i più giovani, spesso vittima di vessazioni e bullismo, come hanno spiegato Anna Belloni Fortina, Responsabile del Servizio di Dermatologia Pediatrica dell’Università di Padova e Ilaria Baiardini, psicologa dell’Università di Genova.

“È una malattia – ha spiegato Anna Belloni Fortini – che esordisce in genere già nei primi giorni o mesi di vita, nell 80-90% dei casi già nei primi 5 anni di vita e può anche esordire durante l adolescenza o addirittura in età adulta non solo nel giovane adulto ma anche nella età avanzata”

“È una patologia che influenza la loro vita quotidiana in tutti i suoi aspetti, quindi dalle relazioni con le altre persone, al lavoro, la scuola, il tempo libero – ha aggiunto Ilaria Baiardini – è una patologia con la quale il paziente deve convivere per molti anni e, come per tutte le patologie croniche, è necessario un processo di adattamento continuo ai sintomi e all evoluzione della malattia stessa”.

Il problema più evidente è legato agli arrossamenti cutanei in zone visibili, spesso causa di prurito e dolore, anche di notte. Situazioni fastidiose e imbarazzanti che talvolta portano i pazienti a essere isolati o ad autoisolarsi con conseguenze anche sulla vita scolastica o lavorativa. Ecco perché è importante intervenire in maniera tempestiva al sorgere dei primi sintomi, specie sui più piccoli, come ha sottolineato Gian Luigi Marseglia, direttore della Clinica pediatrica dell’Università di Pavia.

“Il familiare – ha detto – se ne accorge facilmente perché le lesioni si vedono e il prurito si vede, nel senso che il bambino si gratta. La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio pediatra che saprà consigliare al meglio, saprà gestire al meglio questa patologia e saprà consigliare nelle forme più impegnative il riferimento verso strutture di secondo o terzo livello dove le forme più gravi possono essere gestite al meglio”.

Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche legate alla dermatite atopica, “Dado e Adele” raccontano l’impatto nella vita di tutti i giorni di questa malattia cronica che, in molti casi, può evolvere andando a interessare, oltre alla pelle, anche altri organi.

Lo sviluppo di nuovi farmaci biologici, unitamente all’uso di creme emollienti e a stili di vita più sani, tuttavia, sta aprendo nuove prospettive, come ha sottolineato Lucia Cattani, portavoce dell’ANDeA, Associazione Nazionale Dermatite Atopica.

“Si ricomincia veramente a vivere – ha detto – la qualità di vita è qualcosa di quasi normale e la normalità per noi ‘dermatitici atopici’ è qualche cosa che è quasi mitologico. Riuscire a raggiungere la normalità per noi è la cosa più bella del mondo: sorridiamo, ridiamo, siamo felici quando la pelle non ci prude, non fa male, e non vediamo le ferite”.

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