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Guerini: Sea Future modello cooperazione e eccellenza per Italia

Il ministro all'inaugurazione dell'evento a La Spezia

La Spezia, 28 set. (askanews) – “Sea Future” è “un modello di cooperazione, di eccellenza industriale, di competitività, di sostenibilità e di innovazione. Se li prendiamo tutti insieme questi sono i fattori centrali della nostra sicurezza e i fattori centrali della crescita del nostro Paese. Credo che sia emblematico che questo segnale provenga dal mare, una risorsa preziosa per l’Italia e per il mondo intero, per la sua capacità di interconnettere culture anche profondamente diverse tra di loro per costruire un luogo di incontro, di conoscenza, di progresso economico e di progresso tecnologico”.

Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini nel discorso per l’inaugurazione del Seafuture.

“Parliamo da alcuni anni di ‘Secolo blu’ e in questo scenario il mare è per il pianeta, in particolare per l’Italia certamente un fattore imprescindibile, abilitante per lo sviluppo economico. È una risorsa energetica, una infrastruttura strategica di trasporto, di comunicazione e patrimonio ecologico, riserva alimentare e un’indispensabile alleato nell’ultima sfida che porterà alla stabilità, all’ordine mondiale dei cambiamenti climatici. Il mare – ha aggiunto Guerini – è uno degli spazi fisici riconosciuti come bene comune dell’umanità, rappresenta il collegamento tra regioni tra loro distanti, tra loro diverse, ma che proprio grazie alla connessione marittima si influenzano reciprocamente”.

Questa molteplice valenza strategica pone “oggi il mare al centro di un acceso confronto geopolitico, un confronto geopolitico globale e anche al centro della contesa per utilizzo di questo dominio per scopi economici e militare”.

“L’Italia – ha continuato il ministro – necessita di rafforzare la cooperazione e le relazioni con paesi amici e alleati, disporre di capacità militari, tecnologicamente avanzate, di preservare competenze scientifiche e industriali in grado di supportarle secondo modelli di sviluppo sostenibile a salvaguardia dell’ecosistema marittimo e Sea Future è parte di tutto questo”.

“L’incontro, qui oggi, delle Marine, delle culture marittime, con le eccellenze delle tecnologie legate al mare, in questo contesto straordinario che è l’Arsenale militare marittimo di La Spezia, riassume idealmente una storia ultracentenaria di progresso tecnologico ed industriale legato al mare e allo sviluppo e al mantenimento delle capacità di cui il Paese e la Difesa devono disporre per tutelare i propri interessi e il proprio ruolo internazionale della dimensione marittima. La FREMM – ha continuato – che è l’esempio concreto dei prodotti della cooperazione internazionale, delle sinergie tra la Marina militare e l’industria della costante ricerca dell’innovazione tecnologica, di politiche lungimiranti interministeriali, di investimento, associati a innovative strategie per lo sviluppo e al procurement di capacità militari comuni”.

“Sono questi i fattori centrali della politica industriale con cui la Difesa intende concorrere agli obiettivi di “Sea Future” ed è per questo – ha evidenziato Guerini – che ho inteso rafforzare nella recente direttiva per la politica industriale della Difesa. L’industria della Difesa italiana, qui rappresentata a livello di eccellenza, è una delle più competitive realtà nazionali, incubatore e motore di innovazione tecnologica, patrimonio di conoscenza e di occupazione qualificata in grado di coniugare essenziali aspetti di sicurezza e proiezione internazionale dell’Italia, con un effetto trainante anche per l’economia nazionale”.

Guerini ha afefrmato che in questa eccellenza industriale risieda una parte importante della sovranità tecnologica di cui l’Italia deve disporre per le proprie esigenze di difesa e di sicurezza e per presentarsi come partner strategico nei principali programmi a dimensione internazionale in cui vogliamo e dobbiamo essere protagonisti.

“Il rifinanziamento del fondo per gli investimenti della difesa previsto dall’ultima legge di bilancio ci ha consentito di promuovere mirate strategie per associare lo sviluppo delle capacità militare di cui il Paese necessita al consolidamento dei relativi settori tecnologici industriali, proiettando investimenti stabili in ricerca e innovazione, con le più ampie ricadute sul piano economico e occupazionale.

Non si tratta solo di entità degli investimenti, si tratta di continuità, si tratta di certezza, si tratta di proiezione finanziaria su archi che consentano di essere protagonisti dei principali progetti di cooperazione industriale nel campo della Difesa e di essere protagonisti come Paese, salvaguardando la propria sovranità nel salto tecnologico che tutta la realtà militare a livello globale sta compiendo e per la componente marittima e il suo cluster tecnologico e industriale sono in avvio programmi di grande importanza perché – ha concluso – in questa visione prospettica il settore marittimo, assume chiaramente una rilevanza strategica”.

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