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Davide Van De Sfroos canta la madre terra in dialetto tremezzino

Nel nuovo album anche il duetto con Zucchero e tanta filosofia

Milano, 22 set. (askanews) – Il suo folk rock cantato in dialetto “tremezzino” – detto anche laghée, lo hanno reso celebre, e ora dopo oltre sette anni Davide Van De Sfroos torna con un nuovo album carico di emozioni e immagini a cominciare dalla Maader Folk, la grande madre che da il titolo al suo ultimo lavoro da solista.

“I brani hanno avuto il tempo di depositarsi sui fondi dei cassetti, di fermentare, di essere tagliati e ricuciti e trasformati in canzoni”.

Filosofo della vita semplice, delle emozioni e del rispetto della natura.

“Ho scritto queste canzoni sotto questo tipo di effetto in boschi, montagne, fiumi se non ero emozionato non poteva funzionare perchè stavo bleffando, sono cose che derivano da pezzi di universo veramente vissuto”

Con la sua musica ha coinvolto anche grandi artisti come Zucchero con cui duetta nel singolo Oh Lord, vaarda gio, preghiera libera e solenne dalle sonorità gospel.

“Ha cantato nel suo dialetto, insieme abbiamo messo dialetto tremezzino, di Reggio Emilia, un inglese improbabile e la canzone diventa una preghiera per tutti a livello universale, al di là del credo e al di là del forse.

Con ironia e semplicità parla di grandi temi, dell’amore, del lavoro e della fede partendo da storie quotidiane. Anche se si professa ateo nelle sue canzoni ci sono divinità di ogni tipo.

“Non credo di aver passato un giorno senza una preghiera di qualche tipo, sono ateo per via di tante cose, non ho una fede politica economica e sociale”.

Si rivolge a una madre consolatrice, benevola ma invita tutti a fare la propria parte.

“Non spendiamo tutto nel nome di tutto e nel nome di niente, sta a noi adesso, noi siamo siamo gli ospiti di questo corpo che chiamiamo terra”.

Davide, che si è anche ammalato di covid, usa storie che sembrano d’altri tempi per raccontare l’attualità.

“In realtà contengono tutto il materiale necessario, come dice la prima canzone Fiada per tornare a respirare. Bisogna avere il coraggio di andare avanti senza perdere la percezione di tutto quello che abbiamo alle spalle”.

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