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Afrobrix: cinema, musica e cultura nel nome dell’afrodiscendenza

Un successo la seconda edizione del Festival a Brescia

Roma, 17 set. (askanews) – Si è tenuta a Brescia la seconda edizione di Afrobrix, il primo festival italiano dedicato all’afrodiscendenza. L’idea di fondo è quella di valorizzare tutte le realtà afrodiscendenti, afroitaliane e afroeuropee, attraverso il cinema, la musica e la cultura.

Fabrizio Colombo, direttore artistico della manifestazione:

“Afrobix nasce dall’idea di celebrare questa decade dell’afrodiscendenza che è stata istituita dalle Nazioni Unite, quindi 10 anni per celebrare la cultura, la realtà afrodiscendente – ha spiegato, sottolineando – Nel nostro contesto, il festival vuole celebrare in particolare la cultura, l’arte, il pensiero afrodiscendente e afroitaliano, nonché afroeuropeo, ecco perché nel nostro festival mettiamo insieme varie forme d’arte che principalmente appartengono sia alla nostra Italia, che al mondo europeo e che hanno radici afro”.

Grande attenzione per il cinema che è stato tra i contenuti più rilevanti di Afrobrix con 13 cortometraggi, 4 film di cui la prima visione italiana di “Aloe Vera” del regista ghanese Peter Sedufia. Di come il cinema italiano rappresenti oggi l’afrodiscendenza ne parla l’attore Aaron T. Maccarthy.

“L’afrodiscendenza nel cinema italiano e anche estero diciamo che è una cosa abbastanza nuova qui in Italia.

Piano, piano le cose stanno cambiando, ci sono molti più attori e attrici di colore nel cinema italiano, quindi teniamo le dita incrociate e speriamo che escano fuori materiali sempre più belli e avvincenti, che catturino l’attenzione delle persone”.

Nei talk che hanno coinvolto relatori dal mondo dello sport, del giornalismo e dell’arte, non è mancata la presenza delle istituzioni. Roberto Cammarata, Presidente consiglio comunale Brescia:

“Il Comune di Brescia ha voluto patrocinare e contribuire a questa seconda edizione di Afrobix Festival proprio per manifestare non solo la propria vicinanza alle tematiche che qui vengono trattate, ma anche per continuare a giocare un ruolo attivo in tutte quelle che sono le politiche di riconoscimento delle tante identità che abitano la nostra città”.

Tra le attrazioni dell’evento stand enogastronomici con i sapori della cucina africana e italiana, imprenditoria locale, libri, moda e artigianato.

La musica è stata poi una delle grandi protagoniste del festival, dal rap all’afrobeat, dalla rumba al cantautorato, capace di unire culture e generazioni. Il rapper Tommy Kuti:

“Spero che molte altre realtà si ispirino ad Afrobrix e che la gente là fuori cominci a realizzare che a Brescia ci sono un sacco di persone che hanno tante belle cose da dire. Per quanto riguarda l’afrodiscendenza nel mondo del rap, della musica, posso dire che Brescia si è sempre dimostrata una città molto all’avanguardia da questo punto di vista, ci sono un sacco di artisti che sono emersi”.

Se anche la poesia, i reading e il teatro sono stati momenti fondamentali di condivisione e confronto, non potevano mancare danze e percussioni africane.

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