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La nuova stagione del museo Mart, tra Depero e i falsi nell’arte

Presentate dal Presidente Sgarbi le mostre in programma

Roma, 15 set. (askanews) – Apre con le mostre “Depero new Depero” e “Il falso nell’arte. Alceo Dossena e la scultura italiana del Rinascimento” la nuova stagione del Mart di Trento e Rovereto. Il programma è stato presentato a Roma dal Presidente del museo Vittorio Sgarbi, che è anche l’ideatore della mostra sui falsari dell’arte che si terrà dal 3 ottobre al prossimo 9 gennaio. Una mostra che ripercorre la vicenda artistica del cremonese Alceo Dossena, figura tra le più affascinanti del secolo scorso, che diede vita a una ricchissima produzione di falsi di opere scultoree di età antica e rinascimentale.

Sgarbi spiega: “Ha falsificato tutto: gli etruschi, i greci, il gotico, il Rinascimento, prevalentemente del Rinascimento. Io ho scoperto fra l’altro alcune opere che alcuni studiosi ritengono ancora del Quattrocento e invece sono sue. Poi una volta centrata questa figura, anche con i falsari un pochino prima di lui, cioè alla fine dell’Ottocento, insieme al caso Dossena, perché sono tutti casi legati alla giustizia, poi è stato prosciolto perché ha fatto, come dire, ingenuamente, non voleva fare dei falsi ha fatto dei capolavori. Ho fatto il caso Modigliani e vengono i tre ragazzi che hanno fatto le teste di Modigliani, vengono con teste nuove, fatte adesso, rispetto ai falsi che hanno fatto allora”.

Verrà inaugurata invece il 16 ottobre e sarà visitabile fino al 13 febbraio la grande mostra su Depero, che esplora l’attualità delle sue sperimentazioni e le influenze delle sue ricerche nell’ambito dell’arte, della moda, del design dagli anni Settanta ad oggi, come spiega la curatrice Nicoletta Boschiero:

“Moltissimi si ispirano a lui e si chiama infatti ‘effetto Depero’, in quanto ad esempio designer come Mendini e Sottsass si rifanno nella loro oggettistica a Depero. E inoltre ci sono i fumetti, riviste come Frigidaire e artisti come Pazienza, Scozzari, Tanino Liberatore”.

“Depero new Depero” raccoglierà circa 500 lavori tra opere, disegni, mobili, oggetti, manifesti, fotografie, libri, riviste e una decina di video e film realizzati negli ultimi 20 anni.

Il Mart è stato uno dei pochi musei che nonostante la pandemia ha avuto un grande numero di visitatori quest’anno, 50mila persone solo durante l’estate. Dopo il successo della mostra “Botticelli, il suo tempo. E il nostro tempo” la linea data da Sgarbi al museo, ovvero di far dialogare all’interno delle mostre l’antico e moderno, proseguirà con “Canova tra innocenza e peccato”, dal 18 dicembre 18 aprile 2022. Spiega Sgarbi: “Con 16 gessi di Canova, alcuni marmi, cultori vicino a noi che partono da un ideale di bellezza canoviano, e fotografi meravigliosi tra cui Mapplethorpe, Weston, che hanno immagini classiche in fotografia, e poi c’è anche una sezione su quelli che hanno fotografato Canova”.

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