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Settimana sociale CEI, Gatti: senza mobilitazione non si riparte

Speciale Le Transizioni Giuste, verso l'appuntamento di Taranto

Città del Vaticano, 11 ago. (askanews) – “Se non c è il protagonismo dei territori e delle comunità, il pianeta che speriamo difficilmente si realizzerà”. Lo afferma Sergio Gatti, direttore Generale Federcasse e vicepresidente del comitato organizzatore della Settimana sociale, in una video-intervista che fa parte di una serie che askanews ha realizzato in vista della 49esima edizione, intitolata “Il pianeta che speriamo”, che quest anno si svolgerà a Taranto dal 21 al 24 ottobre prossimi. Ambiente, lavoro, futuro, tutto è connesso, sottolinea la Conferenza episcopale italiana. Gatti ha scelto per noi una parola-chiave, mobilitazione.

Sergio Gatti, direttore Generale Federcasse, vicepresidente del comitato organizzatore della Settimana sociale:

“Penso che occorra continuare il nostro cammino verso Taranto, e proseguirlo dopo Taranto, incarnando e coniugando nella nostra quotidianità il verbo mobilitare. Noi abbiamo di fronte un passaggio storico straordinario, cresce la consapevolezza che l’ambiente è malato, che la natura sia malata, la mano dell’uomo ha la sua indubbia responsabilità. Abbiamo in questa fase storica un’attenzione crescente dal punto di vista culturale, dal punto di vista politico, dal punto di vista delle risorse che vengono investite, ma pur essendo necessaria una regia istituzionale, una regia politico-istituzionale, se non c è la mobilitazione delle persone, delle famiglie, delle scuole, delle imprese, cioè di chi vive e abita nei territori, gli obiettivi sia di decarbonizzazione, sia di evitare da ora in poi la contrapposizione tra sviluppo e cura dell’ambiente, tra crisi sociale, crisi ambientale e crisi economica, se noi insomma vogliamo avvolgere tutto ciò in una visione integrale molto complessa non possiamo che mobilitare. Mobilitare vuol dire accompagnare nella comprensione, vuol dire educare, vuol dire aiutare ad investire. Gli oltre 200 miliardi del piano nazionale di ripresa e resilienza non sono sufficienti se accanto alle grandi opere, alle grandi transizioni sia ambientale sia digitale – che vogliono dire transizioni del lavoro, di cui si parla poco – servono nuove figure ma servono anche figure più tradizionali, che abbiano un’apertura e una capacità di andare verso il nuovo che forse non tutti abbiamo. Quindi mobilitare vuol dire consentire di investire alle famiglie, dal cappotto termico della propria abitazione al passare gradualmente alla mobilità sostenibile all’accompagnare le piccole o grandi flotte aziendale nel passaggio alla trazione elettrica – ecco tutto questo richiede uno spirito, uno slancio e anche un sostegno agli investimenti. Per questo tutto il mondo della finanza, in particolare la finanza che è nata su stimolo della dottrina sociale cristiana, della Rerum novarum, e cioè le banche di proprietà dei territori, che hanno finalità mutualistiche e non capitalistiche, possono giocare, se le norme europee lo consentiranno, un ruolo fondamentale nell accompagnare questa indispensabile mobilitazione. Se non c è il protagonismo dei territori e delle comunità, il pianeta che speriamo difficilmente si realizzerà”.

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