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Musica, torna l’Amiata Piano Festival

Una miscela artistica da ascoltare e da vedere

Milano, 30 lug. (askanews) – Torna, dopo lo stop del 2020 dovuto alla pandemia, l’Amiata Piano Festival, giunto alla sedicesima edizione, con la conferma dello spirito eclettico che lo contraddistingue fin dalla nascita. Un festival di musica colta, ospitato dal Forum Fondazione Bertarelli, auditorium collocato con gentilezza tra le vigne e gli ulivi più belli del mondo. Mente a anima della rassegna, oltre all’imprenditore vinicolo Claudio Tipa, sono la violoncellista Silvia Chiesa e il pianista Maurizio Baglini.

“Una mia vecchia convinzione è che la musica e l’arte in generale non debbano avere barriere. Quindi la mescolanza, mi piace chiamarla così, e l’integrazione di forme d arte diverse, è sempre stata una delle nostre prerogative. Per la prima volta abbiamo la danza, la danza moderna di altissimo livello, e ci sarà anche uno spirito divulgativo, ma non con un fine educativo o dogmatico, ma proprio dell’intrattenimento, dar piacere in un posto in cui val la pena venire anche solo per vedere questa Toscana. E se poi se se ne esce un po più ricchi per emozioni musicali o con qualche conoscenza, o nozione musicale in più, siamo tutti più felici”.

Ad illuminare il programma complessivo di quest anno, che spazia in ambiti molto diversi tra loro attraverso nove concerti, è stata la serata inaugurale, incentrata su quel repertorio solistico del Novecento italiano, rilanciato, attraverso nomi quali Busoni, Casella e Castelnuovo-Tedesco, proprio da Silvia Chiesa.

“Compositori che, forse perché capitati in un periodo storico difficile, sono stati messi un po a parte rispetto alla storia della musica che si legge normalmente nei manuali o nei programmi di sala dei concerti, e ci è venuto in mente una cosa un po’ speciale, di abbinare questa musica che è molto intensa anche da un punto di vista drammatico, alla danza, in un esperimento che è la prima volta che facciamo qua ad Amiata Piano Festival. E ci siamo avvalsi di tre fantastici danzatori del Balletto di Stoccarda con cui abbiamo costruito via via questo progetto”.

Il festival prosegue con Emanuele Arciuli e Nicola Monopoli nel “Viaggio americano per cinque tastiere”. Le serate in programma vanno dal 29 luglio al primo agosto e dal 26 al 29 agosto, con chiusura natalizia sabato 11 dicembre.

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