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Iran, urne aperte per presidenziali, favorito conservatore Raisi

Rischio bassa affluenza, tra elettori scontento e sfiducia

Teheran, 18 giu. (askanews) – L’ombra dell’astensione pesa sulle elezioni presidenziali iraniane. Le urne sono aperte ma si prevede una bassa affluenza perchè molti elettori e politici hanno annunciato l’intenzione di boicottare il voto a causa delle opzioni limitate di candidati, dell’insoddisfazione per la gestione dell’economia e della pandemia di Covid-19 da parte del governo oltrechè per lo stato repressivo.

La guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, dal seggio nel quale ha votato ha invitato gli elettori a recarsi alle urne. “Ogni voto conta…venite a votare per scegliere il vostro presidente. E’ importante per il futuro del vostro Paese” ha detto.

Il favorito a succedere ad Hassan Rohani è il protetto dell’ayatollah, il numero uno della giustizia iraniana Ebrahim Raisi, che tra i sei candidati in lizza ha un unico serio sfidante nel ex governatore della banca centrale, il moderato Abdolnasser Hemmati.

Quest’anno, il Consiglio dei Guardiani iraniano ha permesso a solo sette su quasi seicento iscritti di candidarsi, bocciando personalità come il vice presidente Eshaq Jahangiri e l’ex presidente del parlamento Ali Larijani, considerato il principale sfidante moderato di Raisi. Due giorni fa si è ritirato Mohsen Mehralizadeh, l’unico candidato considerato veramente moderato.

Ebrahim Raisi, il favorito, è un religioso fondamentalista che ha corso contro Rohani nel 2017. È noto per il suo coinvolgimento in un comitato del 1988 che ha condannato a morte migliaia di dissidenti e militanti dopo la guerra Iran-Iraq. Ha stretti legami con il potente corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica.

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