Header Top
Logo
Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Binetti: identità di genere? Non si può definire in una legge

VIDEO
colonna Sinistra

Binetti: identità di genere? Non si può definire in una legge

Senatrice Udc tra i promotori ddl centrodestra alternativo a Zan

Roma, 8 mag. (askanews) – Presentato quasi a sorpresa il 6 maggio dal “centrodestra di governo”, il testo alternativo al ddl Zan attualmente in discussione alla Commissione Giustizia del Senato, rischia di far slittare di molto l’approvazione definitiva di una legge contro l’omotransfobia in Italia. Tra i primi firmatari della proposta di legge ci sono Licia Ronzulli (FI), Matteo Salvini (Lega), Gaetano Quagliariello (Cambiamo) e Paola Binetti (Udc):

“Il fatto che possa allungare i tempi direi che è quasi certo. Non avendo voluto elaborare un testo unico e comunque dovendo discutere anche questi testi all’interno di questa sessione di lavoro, è evidente che i tempi si possono allungare”, ha spiegato la senatrice dell’Udc intervistata da askanews.

Il testo unitario del centrodestra si compone di tre articoli e prevede l’aumento delle pene “in caso di discriminazione e

violenza”, in ragione “dell’origine etnica, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale, età o disabilità della vittima”.

“Noi vogliamo ribadire nel nostro disegno di legge che violenza non può essere mai fatta a nessuno per nessun motivo, niente giustifica la violenza e su questo concetto molto chiaro abbiamo voluto concentrare il nostro disegno di legge, cercando poi un bilanciamento tra aggravanti e attenuanti”.

“Scompare” tuttavia un concetto caro al ddl presentato dal deputato Alessandro Zan, quello di identità di genere:

“Il concetto di identità di genere è un concetto tutto da definire, il mondo scientifico se io pongo la domanda sull’identità di genere, non sa cosa dirmi”, ha spiegato.

“Mentre l’oggettività è un fatto facilmente riscontrabile da più persone, la soggettività del sentirsi appartiene talmente tanto all’intimità di una persona che non può essere definita da un articolo di legge. Cosa voglio dire con questo? Che non è importante come io mi sento, perché comunque violenza non te la posso fare”, ha aggiunto.

“Abbiamo fatto un esempio, quello dei bambini che per un processo di assimilazione si sentono simili al loro cucciolo. Non è che se ti senti un cucciolo allora fa differenza fra la violenza a un bambino e la violenza a un animale. Sappiamo benissismo che non esiste differenza, non si può fare violenza a un animale, per nessun motivo, indipendentemente da come si sente”.

La commissione Giustizia ha iniziato a esaminare il ddl Zan in modo “disgiunto” rispetto alle altre proposte di legge sugli stessi temi, mentre le forze di centrodestra premevano per un esame congiunto con la nuova proposta annunciata. Il centrodestra di governo auspica “che l’intero Parlamento” possa sostenere la nuova proposta, “superando le battaglie ideologiche e i pregiudizi di questi mesi”.

“Ci sono tutti i motivi per dire ‘guai se questa legge uscisse senza che l’intero sistema di altre leggi, con riferimento allo stesso punto, fosse stato preso pienamente in considerazione. Puoi può accadere che alla fine esce confermato il disegno di legge della Camera, ma non è un automatismo. L’automatismo sarebbe la tirannia di un pensiero unico”.

CONDIVIDI SU:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su