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La voce della Sardegna torna a cantare con i Tazenda

Il nuovo album Antìstatis è un inno alla resistenza

Milano, 16 apr. (askanews) – Antìstatis è una parola greca che vuol dire resistenza ed è il titolo del nuovolavoro dei Tazenda. Frutto di tre anni di pre-produzioni, scelta brani, sessioni in studio e in sala, Antìstatis apre al dialogo come spiega Gino Marielli.

“Chi vede il disco, chiede cosa significa. E’ una domanda obbligatoria e quindi abbiamo la possibilità di esprimerci parlando di cosa significa per noi resistenza. E’ una di quelle domande che apre, e noi possiamo parlare e vengono fuori le idee e l’anima delle persone”.

L’album è il ventesimo del gruppo sardo ed è uscito in occasone dei trent’anni dalla loro partecipazione al Festival di Sanremo con Pierangelo Bertoli e il brano “Spunta la Luna” dal Monte. Musicalmente si definiscono così.

“Siamo la carta numero zero dei tarocchi, il matto, liberamente bighelloniamo nell’universo verso una non direzione”.

Legatissimi alla loro terra, sono la voce della tradizione che si rinnova ma per questo album hanno usato un po’ meno dialetto e più italiano spiega Gigi Camedda.

“Dove si canta poco in sardo ci sono delle sonorità che possono sembrare moderne ma fanno parte del nostro bagagli e dei suoni che abbiamo utilizzato fin dall’inzio in tutti i nostri dischi. E’ un disco che strizza l’occhio alla penisola, all’Europa e al mondo intero ma che mantiene le sonorità che ci hanno caratterizzato”.

Il video, diretto da Italo Palmer, é girato presso l’ex Carcere di San Sebastiano a Sassari racconta Nicola Nite-

“Ci siamo ritrovati a scegliere un posto fortemente in contrapposizione con quello che facciamo ed esprimiamo”.

Un inno alla libertà e alla resistenza.

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