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Gagarin icona ed eroe, a 60 anni dal suo primo volo nello Spazio

Da oblò della capsula rudimentale per primo vide nostro pianeta

Milano, 12 apr. (askanews) – La narrazione ufficiale lo descriveva come una persona timida e coraggiosa. In realtà si dice che sia stato un vero rubacuori Yurij Gagarin e del suo bacio con Gina Lollobrigida si parlò a lungo a Mosca. Ma oltre ai primati terrestri, il primo uomo nello spazio ovviamente collezionò diversi record stellari.

Il 12 aprile 1961, alle 9 e 7 minuti ora di Mosca, la sonda Vostok con a bordo il pilota-cosmonauta Yuri Alekseevich fu lanciata dal cosmodromo di Baikonur, nell’allora Unione Sovietica.

Solo 108 minuti dopo, il cosmonauta è atterrato vicino al villaggio di Smelovka nella regione di Saratov. Il primo volo di un essere umano nello spazio durò quindi meno di due ore: rispetto ai voli moderni sembra ben poca cosa, ma 60 anni or sono quei 108 minuti erano destinati a diventare stellari non soltanto per la biografia di Gagarin.

Dagli oblò della capsula rudimentale, Gagarin vide nella distanza il nostro pianeta. E due giorni dopo, cominciò per lui una vita ben diversa da quella di qualsiasi altro cittadino sovietico. Per prima Mosca accolse l’eroe spaziale sulla Piazza Rossa e poi fu la volta di un lungo tour all’estero della durata di ben due anni.

L’impresa di Gagarin scatenò l’orgoglio statunitense che spinse l’allora amministrazione Kennedy a promettere agli americani di arrivare sulla Luna, mentre la corsa allo spazio per i sovietici subì una brusca battuta d’arresto, dovuta – più che alla morte di Gagarin, nel 1968 – a quella di Sergej Korolev, vera anima e mente del programma spaziale dell’Urss, scomparso due anni prima nel 1966.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini Afp, Roscosmos, Internet

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