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Egitto: scoperta la “città d’oro perduta”, risale a 3.000 anni fa

Vicino a Luxor, risalente al regno di Amenhotep III

Roma, 9 apr. (askanews) – Riportata alla luce quella che si ritiene essere la più grande città antica mai rinvenuta in Egitto, rimasta sepolta sotto la sabbia per millenni.

Un team guidato dal famoso egittologo Zahi Hawass ha annunciato la sensazionale scoperta della “città d’oro perduta”, conosciuta come Aton, vicino a Luxor e alla Valle dei Re. Una città dell’età dell’oro dei faraoni, di 3.000 anni fa, conservata benissimo e risalente al regno di Amenhotep III. Mura perfettamente conservate, ritrovati anelli, vasi di ceramica, amuleti, scheletri; sette mesi di scavi hanno fatto riemergere diversi quartieri dell’antica città, compreso un panificio completo di forni e vasellame, oltre a distretti amministrativi e residenziali.

Amenhotep III morì intorno al 1354 a.C. e governò per quasi quattro decenni. La città secondo gli archeologi fornirà uno sguardo raro sulla vita degli antichi egizi nel momento in cui l’impero era al suo massimo splendore. E ci si aspetta di scoprire presto, lì intorno, nuove tombe piene di tesori.

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