Header Top
Logo
Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Si parla sempre di più (e bene) di Esercito Italiano. Ecco perchè

VIDEO
colonna Sinistra

Si parla sempre di più (e bene) di Esercito Italiano. Ecco perchè

Parla generale Miro, a capo Comando Militare Esercito Lombardia

Milano, 2 mar. (askanews) – Si parla sempre di più (e bene) di Esercito Italiano. Personale qualificato, paziente e organizzato, drive-through che funzionano e il primato della logistica, coronato dalla nomina da parte del presidente del Consiglio Mario Draghi del nuovo commissario per l’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo. Un meccanismo complesso quello dell’Esercito, che ha funzionato alla perfezione in questa fase. Anche e soprattutto in Lombardia, regione molto colpita dalla pandemia, dove al Comando Militare Esercito Lombardia attualmente c’è Alfonso Miro, generale di brigata con una vastissima esperienza internazionale su aree complesse: dall’Afghanistan alla Russia, a Mosca dove è stato attaché militare sino a pochi mesi or sono.

“Lo scorso ottobre – afferma Miro – ha avuto inizio l’operazione Igea, nel quadro delle attività promosse dal ministro della Difesa, l’onorevole Lorenzo Guerini. Con tale operazione le forze armate hanno fornito un importante contributo alla lotta contro il COVID-19 con il coordinamento del Comando Operativo di Vertice Interforze. In particolare il comandante del Comando Militare Esercito Lombardia è stato chiamato a interpretare il ruolo di ufficiale responsabile regionale, vale a dire essere il facilitatore per la messa in opera di dispositivi sanitari mobili, i drive through della Difesa e fornire il supporto logistico agli operatori sanitari militari, che hanno così potuto svolgere al meglio il loro compito”.

L’Esercito Italiano in Lombardia ha messo in campo in base ai dati ricevuti da askanews 62 medici, 112 infermieri, 28 drive through della Difesa in 12 località. Grazie alla Difesa sono stati effettuati in Lombardia 234.000 tamponi a Milano Romolo, Milano Trenno, Solbiate olona, Malnate, Como, Cassano val Cuvia, Codogno, Lodi, Sondrio, Morbegno, Bormio, Edolo. Per un totale di 1.600.000 tamponi in Italia.

Ma oltre al Covid, c’è altro: molte attività essenziali, compresa quella educativa e formativa, destinate a riprendere in presenza non appena la situazione emergenziale cesserà.

“Nei prossimi mesi – annuncia il generale – quando riprenderanno le attività che oggi sono svolte principalmente su piattaforma digitale, è mia intenzione intensificare l’attività di carattere informativo presso gli istituti scolastici, allo scopo di avvicinare i nostri giovani a quella che è la conoscenza della nostra organizzazione militare. L’obiettivo è quindi far conoscere le nostre attività, che sono molto più vicine ai nostri cittadini di quanto essi possano pensare. Credo che i nostri giovani possano prendere in considerazione l’ipotesi di fare il loro percorso lavorativo nell’ambito dell’esercito ma più in generale, essi possono assumere maggiore consapevolezza riguardo alle loro responsabilità, come attori della società odierna e futura”.

CONDIVIDI SU:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su