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Un anno di Covid, Vigevani: gli effetti sui diritti fondamentali

Costituzionalista: inciderà su diritti individuali e sociali

Milano, 27 feb. (askanews) – Per cercare di contrastare l’epidemia da Covid-19, il governo ha varato quest’anno misure “emergenziali” che hanno stravolto la vita dei cittadini, sulla cui legittimità (ragionevolezza e proporzionalità) si è tutto sommato poco ragionato e discusso sia per i contingenti, gravi, rischi per la salute pubblica che per l’immediata e “leale collaborazione” dimostrata dagli italiani. Provvedimenti speciali per tempi eccezionali, Decreti del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) che hanno compresso i diritti costituzionali, inciso sulla libertà personale e ridimensionato la centralità del Parlamento. Askanews ha chiesto un parere a all’avvocato Giulio Vigevani, professore di Diritto costituzionale all’Università Milano-Bicocca

“E certo che la pandemia ha inciso sui diritti fondamentali in questo lungo anno ed è certo anche che probabilmente inciderà sui diritti fondamentali anche quando per fortuna questa malattia sarà finita. Inciderà sulla concezione dei diritti sociali, cioè mi sembra che vi sia una percezione oggi che alcuni diritti che forse erano stati considerati diritti di pochi, in realtà, penso alla sanità e alla scuola in particolare per cui le persone benestanti potevano ricorrere alla sanità privata e alla scuola privata, siano tornate ad essere davvero diritti di tutti. Questa percezione probabilmente cambierà radicalmente non solo le politiche evidentemente, ma cambierà radicalmente anche i sentimenti delle persone rispetto allo Stato”.

“Per quanto riguarda i diritti individuali, che sono stati quelli più colpiti evidentemente in maniera immediata dal lockdown, la cultura chiamiamola della ‘privacy’ ha fatto sì che in qualche modo uno spazio del cittadino riservato sia rimasto. Un altro aspetto, è l’idea che la persuasione deve essere lo strumento fondamentale per, diciamo, giungere a comportamenti virtuosi anche fortemente limitativi dei diritti, rispetto alla mera repressione. Un altro aspetto che mi piace sottolineare è il mantenimento della libertà di critica al potere: nei momenti dell’emergenza, pensiamo durante le guerre, anche gli Stati più liberali, penso agli Stati Uniti, pongono dei limiti alla critica al potere. Questo diritto, che è un diritto fondamentale proprio per controllare il potere stesso, non è stato sostanzialmente intaccato”.

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