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Covid, preoccupa Brescia. Bertolaso: riduciamo scorte di vaccini

"Siamo in guerra, correre con vaccinazioni come in Gb e Israele"

Roma, 25 feb. (askanews) – Preoccupano i dati della provincia di Brescia e di altri comuni lombardi dove il Covid-19 si sta diffondendo rapidamente a causa della variante inglese. Solo nella provincia di Brescia ieri si è registrato il picco di 901 nuovi casi.

Per questo Guido Bertolaso, responsabile della campagna vaccinale della Lombardia, ha spiegato che è necessario cambiare strategia e tentare una nuova strada, prendendo esempio da quello che hanno già fatto altri paesi come Gran Bretagna e Israele dove la campagna di vaccinazione va avanti spedita e il virus rallenta.

Le dosi scarseggiano, quindi ci si concentrerà inizialmente nei comuni più colpiti tra Brescia e Bergamo.

“Non possiamo vaccinare tutti gli abitanti di questi comuni, non abbiamo i vaccini, se ne avessimo di più vaccineremmo tutti gli abitanti tutti gli abitanti della Lombardia, purtroppo non è così”.

La Lombardia, qUindi, ridurrà la quota del 30 per cento di scorte di vaccini che ogni regione dovrebbe tenere per sicurezza per sommimistrare immediatamente più vaccini. “L’unico modo è vaccinare, sempre, dovunque con tutti i vaccini disponibili, cercando di averne sempre di più. Io da tecnico dico che bisogna correre, fare di più e avere il coraggio di prendere decisioni che in tempo di pace magari richiederebbero maggiore riflessione e condivisione, ma ora siamo in tempo di guerra, dobbiamo cercare di rallentare la variante inglese che si sta diffondendo ovunque”.

Oltre agli 80enni, per cui prosegue la campagna già partita, inizia la vaccinazione per la popolazione tra i 60 e i 79 anni dei comuni individuati per un totale di 24 mila persone. “Sono le categorie più a rischio – ha detto Bertolaso – l’obiettivo è di evitare il più possibile ospedalizzazioni”. “Non ci fermiamo a quelli che fanno parte di questi categorie di 16 comuni tra Brescia e Bergamo, ci vorrà tempo però per arrivare a 103 comuni e dipenderà dalle forniture. Se arriva all’improvviso la notizia di altri tagli di dosi da Astrazeneca diventa poi difficile fare programmazioni”.

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