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Pitti Uomo, Ten C torna con l’evento The Juggernaut installation

Scelto dalla Fiera come uno dei marchi ambassador

Roma, 24 feb. (askanews) – Per la 99° edizione di Pitti Immagine Uomo Ten C è stato scelto dalla Fiera come uno dei marchi ambassador, dedicandogli un evento on line sulla piattaforma di Pitti Connect.

Il brand, made in Italy, disegnato da Alessandro Pungetti e recentemente acquistato da Enzo Fusco, presidente di FGF Industry, ha saputo in pochi anni imporsi nel vasto panorama dell’ outerwear maschile con le sue creazioni quasi sartoriali. “Ci piaceva l’idea di essere comunque presenti in fiera e anche Pitti ha accolto la nostra richiesta con molto entusiasmo” commenta Enzo Fusco.

La sala della Volta ha ospitato quindi un’installazione immersiva creata dallo studio Federico Poggioli e ispirata dall’OJJ, l’Original Japanese Jersey, il tessuto che caratterizza il marchio Ten C.

Il video ha un intro e successivamente scorre il racconto di Ten c attraverso le caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere. Un passaggio sarà dedicato alla costruzione del capospalla, soffermandosi sul processo di tintura in capo dell OJJ (jersey di poliestere), elemento distintivo del brand.

La particolarità di questo tessuto è l’essere una fibra dall’altissimo grado di imprevedibilità quando sottoposto a tintura sotto pressione a 130 gradi e per questo è necessaria la presenza umana per garantire un controllo qualità capillare.

Ed è proprio da questa casualità dell’errore dell’OJJ lavorato che si sviluppa il concept dell’ evento, pensando ad un parallelismo, come il glitch per l’elettronica.

La video arte degli anni sessanta del coreano Nam June Paik ha iniziato a teorizzare l estetica dell errore comprendendo le potenzialità artistiche del glitch, che nasce come casualità ma si presta a diventare un elemento artistico che dà imprevedibilità alla tecnologia, rendendola fallace e quindi ” umana”.

Nelle proiezioni delle pareti della Sala della Volta si è voluto creare un “Tessuto virtuale” in cui sono state individuate 5 varianti di glitch corrispondenti ai 5 capi iconici: Cyclone Parka, Parka, Anorak, Tempest Anorak e Field Jacket.

I 5 “attori” principali dell installazione sono presenti appesi al soffitto e illuminati ciascuno attraverso un tubo contenente un fascio di luce volutamente soffusa, che darà così all allestimento un atmosfera teatrale.

Dei glitch fanno comparire e scomparire i capi, mixati da immagini e video che mutano e animano le pareti, creando l’illusione di essere al suo interno. Proiezioni dei giubbotti esposti nella loro interezza e in close up, così da percepirne e apprezzarne i più piccoli dettagli, accompagneranno altre immagini emozionali ed astratte. Ogni singolo frame dialoga con l ambiente, adattandosi alle caratteristiche architettoniche della sala. Torna così il fil rouge di tutto il progetto artistico: il concetto di imprevedibilità che coinvolge tutti gli elementi di questa creazione, prima di tutto il tessuto OJJ , poi la tecnologia ed infine i confini spaziali con cui un installazione site specific deve interagire.

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