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I lavoratori dello spettacolo in piazza: ripartire in sicurezza

I numeri della crisi del settore. Da sindacati appello al Governo

Milano, 23 feb. (askanews) – A un anno dall’inizio della pandemia i

lavoratori dello spettacolo hanno manifestato in diverse piazze

italiane per chiedere al Governo la ripartenza in sicurezza del

settore. Scenografi, costumisti, direttori della

fotografia, ballerini e tecnici hanno dato vita a una protesta

promossa dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil, e da tante associazioni del settore, per non far morire

uno dei comparti che più di altri sta soffrendo gli effetti delle

restrizioni.

Al Teatro dell’Opera a

Roma hanno partecipato i leader delle tre confederazioni

sindacali. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil: “La presenza sindacale qui oggi chiede al ministro che vengano riattivati i tavoli per poter discutere dentro a un’idea di un piano straordinario per la cultura e per lo spettacolo”.

Il settore della cultura “produce il 6%

del Pil”, ha detto Bombardieri, leader Uil, che ha chiesto al governo di considerare questo asset “nei progetti del recovery plan”.

Annamaria Furlan, della Cisl: “Dobbiamo guardare alle opportunità per salvare

questo settore così importante. Anche attraverso il recovery plan

noi riusciremo ad avere risorse da investire in un settore

importantissimo per il nostro Paese, che è quello della cultura e

dello spettacolo”.

In un anno l’attività cinematografica e il teatro hanno perso

oltre il 70% di incassi. Per la musica la percentuale è quasi del

90%. Più in generale, il settore dello spettacolo ha registrato

il 70% di eventi in meno con un calo degli ingressi del 72,9% e

una spesa al botteghino calata a 623 milioni nel 2020 dai 3

miliardi dell’anno precedente.

Tantissima gente si è presentata davanti al teatro Argentina, dove è stato inscenato un flashmob, e vuori da Montecitorio con striscioni e slogan. L’attore Riccardo Pieretti, degli Autorganizzati dello Spettacolo Roma:

“Questa è una piazza di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Tutti: attrici, attori, sarte, tecnici, tutto il comparto dello spettacolo si è riunito in una piazza. Noi per la cultura faremo whatever it takes”.

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