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Le sculture invisibili di Salvatore Garau: metafore del presente

A Milano il "Budda in contemplazione" poi New York e altre città

Milano, 22 feb. (askanews) – Sculture invisibili come immagini del nostro tempo. E’ questo l’ultimo progetto dell’artista Salvatore Garau, che dopo una prima esposizione a Oristano ha portato un’assenza anche in piazza Scala a Milano.

“E’ da anni che penso alle sculture invisibili – ha detto l’artista – ma solo ora ho deciso di esporle perché sono la perfetta metafora dei tempi che stiamo vivendo”.

A Milano l’opera invisibile di Garau è intitolata “Budda in contemplazione” e fa sentire la propria non presenza nel cuore della città. Stessa cosa che accadrà con la terza installazione dell’artista sardo, prevista a New York. Ma il progetto non si ferma lì.

“Ho già ricevuto delle proposte per qualche altra città nel mondo – ha aggiunto Garau – la mia idea è infatti di esporre sette sculture invisibili in altrettante città. Il sette è un numero carico di simboli e di significati”.

Che probabilmente diventano anche più profondi se associati alla metafora dell’invisibilità, non solo dell’oggetto, ma anche dell’atto artistico in sé.

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