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Polemica su Basile dimenticato, “Italia non è Paese delle fiabe”

Dieter Richter racconta il valore del creatore di Cenerentola

Milano, 16 feb. (askanews) – C’è chi se lo dimentica, chi non lo può dimenticare e chi invece si è scordato il valore che ha per l’Italia e i 455 anni dalla nascita che cadevano lunedì 15 febbraio: Giambattista Basile, ovvero colui al quale viene attribuita la prima stesura di Cenerentola (in napoletano, non in francese e no, non era di Charles Perrault) è uno straordinario autore barocco, poco celebrato in patria e molto all’estero. Tanto che sui social in queste ore è scoppiata la polemica e addirittura c’è chi chiede che la Biblioteca nazionale a Napoli cambi nome, e da “Vittorio Emanuele III” diventi appunto “Giambattista Basile”.

Ma al di là delle polemiche, siamo andati a chiedere a un vero e proprio luminare della favolistica, Dieter Richter, perché Basile non andrebbe dimenticato. “Almeno nel mondo accademico, anche in Italia, senz’altro Basile è un grande nome”, afferma.

In primis Richter sottolinea che non soltanto con Cenerentola, ma anche con Hansel e Gretel e tante altre, è stato il Basile per primo a “tramandarci favole con questi motivi”. Perrault “dipende” dal Basile, sottolinea Richter, secondo un “fil rouge” che parte da Napoli anzi da Giugliano in Campania, arriva a Parigi con Perrault, fino in Germania con i Grimm. “La fiaba è un tesoro mondiale: oggi diremmo patrimonio mondiale dell’umanità”, dichiara il professore.

Come spiega il professor Richter, Basile era molto importante per i fratelli Grimm perchè “confermava l’universalità delle fiabe”. Nell’opera dello stesso Richter, la figura del Basile è centrale. E allora perché noi italiani associamo Cenerentola soltanto a Perrault?

“In Italia ci sono bellissime edizioni del Basile. C’è la nuova edizione Adelphi, Garzanti, ci sono anche diverse rielaborazioni per i bambini. Per quanto riguarda Cenerentola, senz’altro esiste in Perrault, ma esiste anche in Basile. La popolarità in Italia forse dipende anche dal fatto che voi in Italia non siete un Paese delle fiabe. Forse la fiaba italiana stessa non gioca questo ruolo particolare, come per esempio da noi in Germania, che abbiamo sempre la grande tradizione dei fratelli Grimm”.

In queste immagini in esclusiva l’atto di battesimo del Basile, conservato nel Liber Primus presso la Chiesa di San Nicola a Giugliano in Campania (la chiesa gialla col campanile a dx nel file coperture), si potrebbe dire che da lì è partita Cenerentola, anche se la famosa scalinata dove perse la scarpetta, sarebbe proprio quella di Palazzo Reale a Napoli.

Va detto che all’epoca barocca del Basile, non esisteva una vera letteratura infantile, proprio perchè non esisteva il concetto dell’infanzia. E neppure con il successivo Perrault. Solo con i Grimm si mira al pubblico infantile, o meglio alla famiglia.

Richter ricorda infine che lo “Cunto de li cunti” (la raccolta dove è contenuta la prima versione di Cenerentola, che noi definiremmo un po’ più pulp delle successive) uscì nel 1634, ma le riedizioni continuarono sino al Novecento, con una influenza sulla lingua parlata anche nel secolo scorso.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio a cura di Linda Verzani

Immagini askanews/Internet

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