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Stagioni Russe, teatri vivono grazie a webcast: 37 mln spettatori

Parla Lebedev, l'impresario che porta all'Ovest Gergiev e Butman

Milano, 30 ott. (askanews) – C’è chi chiude i teatri e chi invece riesce a tenerli più vivi che mai, anche grazie ai webcast. Stagioni Russe, progetto internazionale voluto dal Cremlino – sul modello di Serghej Diaghilev, l’impresario che all’inizio del XX secolo fece conoscere il balletto e l’arte russa all’estero – sta dimostrando in questi mesi drammatici un’invidiabile capacità di sopravvivenza: giunto alla centesima trasmissione online, ha raccolto sinora 37 milioni di spettatori ed è diventato un successo mondiale.

A parlarcene Aleksey Lebedev, il Diaghilev dei giorni nostri, direttore di Stagioni Russe, a capo di una macchina che muove alcuni dei teatri più importanti al mondo come il Bolshoi di Mosca e il Marinsky di San Pietroburgo, orchestre prestigiose, corpi di ballo ammirati e artisti acclamati. Il suo bouquet spazia da protagonisti della classica come Valery Gergiev, passa per gli spettacoli sul ghiaccio di Averbukh sino a jazzman come Igor Butman, già definito da Bill Clinton il miglior sassofonista vivente.

“Il progetto è molto giovane. La prima volta che le stagioni russe sono state tenute in epoca moderna, è stato nel 2017 in Giappone. In questi soli tre anni abbiamo organizzato offline più di un migliaio di eventi con 13 milioni di spettatori. Ossia Giappone, Italia, Germania e all inizio di quest anno siamo riusciti a portare in scena qualcosa anche in Francia, Belgio e Lussemburgo. Purtroppo il Covid ha fatto le sue correzioni nella vita di ciascuno: i problemi maggiori riguardano le persone che lavorano nel mondo dello spettacolo. Noi abbiamo dovuto interrompere tutte le tournée. Ma abbiamo creato un nuovo progetto: #stayhomewithrussianseasons”.

Sono così iniziate le trasmissioni online degli spettacoli che hanno aperto a tutto il mondo le porte dei teatri russi: biglietto d’ingresso gratuito per spettacoli in genere costosissimi. A tutto questo si aggiunge “Innopraktika and Russian Seasons”.

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“È un progetto assolutamente nuovo. Noi invitiamo in Russia sulla base dei nostri corsi superiori, studenti stranieri che hanno già una formazione artistica. Quest anno abbiamo tenuto già due sessioni: arte figurativa a San Pietroburgo presso l’Accademia Repin e teatro presso l’Università russa di arti teatrali, Gitis. Nonostante le difficoltà comuni generate dalla pandemia, siamo riusciti comunque a portare 25 studenti da 11 paesi. Tra loro sei italiani, di cui tre da Carrara, uno da Roma e uno da Bergamo”.

Stagioni russe continua a coltivare quindi anche talenti stranieri. Oltre a creare un archivio monumentale:

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“Mostrare vecchie registrazioni è bene, ma non sempre interessante. Nel momento in cui il Covid quest estate ci ha lasciato un po di tregua, abbiamo approfittato per girare appositamente dei contenuti video. Abbiamo già costituito la nostra produzione video accessibile sul nostro sito e sempre nell ambito di #stayhomewithrussianseasons abbiamo inaugurato la rubrica di escursioni in inglese per musei russi molto belli ma poco conosciuti”.

Si comincerà con il museo Faberge di San Pietroburgo, quello dell arte teatrale di San Pietroburgo che possiede la maggior parte delle messe in scena di Diaghilev nonché il museo di Peterhof. Ancora una volta un biglietto prezioso per chi vuole viaggiare, almeno con la fantasia.

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