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Da rifugiato a videomaker, il racconto in video della convivenza

Progetto di Refugees Welcome Italia "Through my Eyes"

Roma, 6 giu. (askanews) – Da rifugiato a filmaker. Famiglie e rifugiati si sono messi dietro alle telecamere e hanno raccontato in prima persona la loro esperienza di convivenza, l’incontro e lo scambio reciproco, i propri sogni, bisogni e aspettative.

Refugees Welcome Italia presenta i risultati di Through my Eyes, un progetto di video partecipativo realizzato nell’ambito del bando europeo Frame Voice Report che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dello sviluppo sostenibile.

Grazie all aiuto di una regista, Beatrice Surano, che ha curato il montaggio, i loro racconti fatti di immagini si sono trasformati in video. Refugees Welcome Italia ha realizzato due episodi: la storia di Abdullahi e quella di Mamadou, entrambi rifugiati accolti da famiglie torinesi.

Nel primo episodio, la voce narrante è quella di Abdullahi, 24 anni, somalo. Nel video ripercorre il suo viaggio – dalla Somalia fino all Egitto, una rotta dove la terra, sotto forma di deserto, è letale quanto il mare – ma soprattutto il suo presente: la famiglia con cui vive a Superga, Elena e Federico e i loro bimbi, i suoi nuovi amici, gli operatori e i ragazzi del laboratorio per persone disabili dove svolge il servizio civile. Nel secondo episodio, il testimone passa a Mamadou per un racconto più corale, in cui alla sua voce si affiancano quelle di Francesca e Matteo, i due ragazzi, con cui condivide un appartamento in provincia di Torino.

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