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Rusconi: su eurobond è crisi profonda, ma ci sarà compromesso

Parigi "complice" di Berlino, anche se ora sostiene Roma

Roma, 7 apr. (askanews) – Nel giorno in cui l’Eurogruppo si è riunito per discutere le proposte per sostenere la ripresa economica del Vecchio continente alla prese con i danni dell’emergenza sanitaria, l’Europa si trova in una crisi profonda. Italia e Germania da giorni si scontrano sugli eurobond e in questa battaglia Roma è appoggiata da Madrid e Parigi. Alla fine un compromesso si troverà, ha spiegato il politologo e germanista Gian Enrico Rusconi, in un’itervista Skype dalla sua casa di Torino:

“Sul piano dei principi nessuno dei due cede, nel senso che questi eurobond non si fanno, il debito non si mette assieme, però questo debito che sta facendo l’Italia che lo faccia e noi non ci comportiamo come la Grecia, perché non dimentichiamo ancora una volta la Merkel ha detto ‘ci siamo sbagliati con la Grecia’ e non possono commettere lo stesso errore”.

“Fa vedere come è divisa l’Europa. La sovranità condivisa è una bugia che ci siamo detti per decenni, non è mai stata una sovranità condivisa”.

Berlino fa fronte comune con i paesi nordici, mentre si discute la possibilità di creare degli eurobond, ma non per il debito pregresso:

“È un debito limitato nel tempo e comunque tagliato fuori dal resto. Insomma italiani il vostro debito che già avete lo tenete, fatene un altro che serva soltanto a questo, e questo secondo me è un compromesso abbastanza accettabile”, ha sottolineato.

La Francia sta cercando in tutti i modi di mediare con la Germania, la quale, secondo le voci che corrono a Bruxelles, avrebbe già abbandonato l’intransigenza del fronte nordico, con una timida apertura allo strumento di debito comune. La discussione, tuttavia, andrebbe rimandata a settembre o a ottobre.

“Tra Parigi e Berlino c’è complicità, non collaborazione, nel senso che nessuna delle due può permettersi di criticare a fondo l’altra. Non dimentichiamo che i francesi avevano già superato il famoso 3%, avevano già la loro libertà, però è chiaro che hanno un debito minore, quindi insisto sulla parola che può sembrare antipatica: la complicità”, ha concluso.

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