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Coronavirus, i viaggi della morte degli agnelli non si fermano

La denuncia di AWF, ENPA e Animal Equality

Roma, 7 apr. (askanews) – Mentre l’Italia si ferma e le attività abbassano le serrande, continuano i viaggi da incubo di agnelli provenienti da molti Paesi d’Europa e diretti verso i macelli italiani. La denuncia di Animal Welfare Foundation (AWF), Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) e Animal Equality (AE), che gettano luce sui retroscena di un business che ha un’impennata proprio in vista delle festività pasquali: riscontrate continue irregolarità, mancanza di controlli e condizioni inaccettabili. Enpa e AWF hanno anche depositato una denuncia alla Procura della Repubblica Italiana.

Ogni anno oltre tre milioni di ovini vengono trasportati all’interno dell’Unione Europea. Di questi più di due milioni vengono macellati all’arrivo. L’Italia da sola ne importa circa il 40%. Solo nel 2019 il nostro Paese ha importato oltre 900 mila agnelli da macello, la maggior parte provenienti da: Romania, Ungheria e Polonia, ma anche da altri Paesi come Francia, Bulgaria e Spagna. Quest’anno questo traffico non sembra essere diminuito sostanzialmente nonostante la necessità di ridurre gli spostamenti determinata dal Coronavirus. Occorre quindi non abbassare la guardia sulle condizioni disumane nelle quali vengono trasportati questi cuccioli.

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