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Alimentazione sana e sostenibile: la necessità di un cambiamento

Bcfn presenta i dati in vista della Giornata dell'alimentazione

Milano (Mi), 10 ott. (askanews) – Oggi il sistema alimentare, globalmente inteso, vive tre grandi paradossi. C’è un problema di eccesso di cibo a cui fanno da contraltare le difficoltà di accesso al cibo. C’è un problema di utilizzo delle risorse naturali, e infine un problema di sprechi a fronte di risorse scarse. Eppure qualcosa, soprattutto nell’ultimo anno, sta cambiando. Ne sono convinti al Barilla Center for Food and Nutrition che a Milano, nella calzante cornice del Refettorio Ambrosiano, ha fatto il punto sul nostro sistema agroalimentare e sulle direttrici da seguire per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dell’agenda 2030. Ne abbiamo parlato con Anna Ruggerini, direttore operativo della Fondazione Barilla.

“Il modo in cui noi ci alimentiamo determina impatti significativi su clima e ambiente – Anna Ruggerini, direttore operativo Fondazione Barilla – Il sistema alimentare è il responsabile del 30% delle emissioni di gas serra ed è un dato di cui dobbiamo prendere maggiore consapevolezza perchè non solo una alimentazione sana e sostenibile aiuta noi tutti a crescere in maniera sana e salutare permettendoci una vita longeva in salute ma ci permette di mantenere in salute il pianeta che ci ospita”.

Accanto all’impatto del sistema produttivo, il modo in cui come singoli scegliamo di alimentarci ha importanti ricadute sugli equilibri ambientali. Come italiani avremmo anche il vantaggio di avere una dieta che combina attenzione alla salute e all’ambiente, ma sempre più spesso se ne constata un distacco:

“Purtroppo oggi osserviamo che la dieta mediterranea è seguita sempre meno dalle persone e soprattutto viene abbandonata molto spesso in giovane età. L’Italia è maglia nera soprattutto per l’obesità infantile – ha osservato Anna Ruggerini – Occorre un intervento strutturale e sistemico partendo da un recupero dell’educazione che inizia in famiglia ma anche un tem importante che è l’educazione alimentare e ambientale che dovrebbe essere obbligatoria nelle scuole”.

In vista della Giornata mondiale dell’Alimentazione del prossimo 16 ottobre la Fondazione Barilla ha diffuso dei dati sullo stato dell’arte nel nostro Paese: pur essendo uno dei popoli più longevi al mondo, con un elevato consumo di frutta e verdura giornaliero, oggi il 59% della popolazione è in sovrappeso o obeso contro un 2,5% malnutrito. Per accelerare un cambiamento che si fa giorno dopo giorno più urgente Fondazione Barilla partecipa a progetti come quello europeo Su-Eatable Life, che mira a ridurre gli impatti ambientali di mense aziendali e universitarie come ci spiega Simona Castaldi, research project manager di questa iniziativa:

“La mensa è un ambiente perfetto perchè attraverso la mensa transitano tantissime persone, in più il cittadino prende ispirazione noi tendenzialmente prendiamo abitudini dettate dall’ambiente in cui ci troviamo, quindi possono essere un laboratorio interessantissimo per formare le persone e dare l’occasione di trasformare una informazione in una reale opportunità di scelta trasformando le intenzioni in azioni”.

Oltre a progetti come questo da dieci anni Barilla è impegnata con il Forum Internazionale su alimentazione e nutrizione che per l’edizione di quest’anno, prevista a Milano il 3 dicembre prossimo, ha un ambizioso obiettivo:

“Con questa edizione – ha spiegato Ruggerini – vogliamo rafforzare il nostro impegno su proposte concrete e per questo ci siamo concentrati sul settore agroalimentare offrendo un’analisi che ci restituisce la necessità per tutti gli operatori di allearsi trovando nuove metodologie di reporting per consentire maggiore trasparenza rispetto all’impegno delle imprese verso la sostenibilità e verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Già perchè le imprese sono un pilastro importante in questo processo di cambiamento, che, come spiega il professor Angelo Riccaboni membro del Leadeship council Sdsn, hanno preso maggior coscienza del proprio ruolo:

“C’è una consapevolezza nuova che le imprese che sono state parte del problema ora possono essere parte della soluzione, questa è una grande novità. Però non dobbiamo neanche dare troppa responsabilità all’impresa ci vogliono investimenti pubblici educazione dei cittadini e una legislazione che dica quale è la cosa giusta”.

La decima edizione del Forum internazionale sarà l’occasione per presentare Lo studio di Fondazione Barilla “Fixing the Business of Food: The Food Industry and the SDG Challenge”, lanciato a New York, a margine della 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

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