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Calzature, Micam s’allarga e apre al mondo delle scarpe sportive

Settore si adegua alla moda, produzioni sempre più sostenibili

Rho (MI), 16 set. (askanews) – Per fronteggiare la debolezza dei consumi interni e l’incertezza in diversi mercati internazionali, con le esportazioni che nel primo semestre del 2019 crescono ancora in valore ma calano in volumi, il settore delle calzature classiche Made in Italy si allea con quello delle scarpe sportive.

 

Lo si vede a Micam, fiera leader a livello mondiale per le scarpe di qualità, che dopo 50 anni ha aperto nella sua ottantottesima edizione una sezione dedicata a marchi e prodotti nati per l’attività sportiva ma sempre più indossati anche nel tempo libero e perfino nelle occasioni formali, come evidenzia il presidente di Assocalzaturifici, Siro Badon: “È un’iniziativa che interpreta il momento, interpreta i tempi, interpreta i millennials. Chi sta partecipando a questa edizione sta avendo anche delle soddisfazioni e poi come Micam offriamo la possibilità ai nostri buyer di avere un’offerta di prodotto a trecentosessanta gradi”.

 

Del resto il settore degli articoli sportivi è in grande crescita e lo sbarco a Micam, come conferma il presidente di Assosport Federico De Ponti, appare tutt’altro che il frutto di una moda passeggera:

“Sono settori che forse non si parlano, ma che in realtà camminando insieme possono andare molto più lontano”.

 

Quanto alle altre tendenze a dominare i produttori più tradizionali, dal distretto di Parabiago a quello della Riviera del Brenta fino a quello toscano, c’è la ricerca di materiali e processi produttivi sempre più attenti alla sostenibilità. “Pelle di salmone conciata al vegetale, tutto il cuoio che utilizziamo, pur essendo sempre vitello quindi pelle animale, è sempre conciato al vegetale e il sottopiede ha un’anima in cellulosa invece che in metallo e il tacco è in legno”.

 

Un altro filone in crescita è quello delle calzature personalizzate tanto che un produttore marchigiano ha pensato di farsi aiutare dalla tecnologia. “In negozio il cliente sceglie un modello tra quelli in esposizione, poi semplicemente appoggiandolo sul nostro totem interattivo con l’aiuto del commesso, è in grado di provare la scarpa e acquistare la combinazione che ha scelto, oppure andare a personalizzarla attraverso milioni di possibili combinazioni che possono venire fuori dal nostro configuratore 3D”.

 

Un modo per valorizzare una produzione artigianale, molto apprezzata in Paesi come il Giappone, che fa però fatica a trovare tecnici specializzati tanto che Assocalzaturifici stima la carenza in 40.000-50.000 addetti. Autentico paradosso dell’economia italiana, afflitta da cronica disoccupazione giovanile.

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