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Case: puntare sulle famiglie per rilancio un edilizio sostenibile

Immobili vecchi e insalubre, ma evitare nuovo consumo di suolo

Milano, 15 lug. (askanews) – Vecchio, insalubre e in gran parte per nulla sostenibile: sono le caratteristiche del patrimonio immobiliare italiano, 32 milioni di unità abitative per la stragrande maggioranza connotata da una notevole arretratezza in termini di comfort, sicurezza strutturale, e nei valori di efficienza e salubrità ambientale. E’ quanto è merso nel corso di un incontro alla Camera dei Deputati dedicato al tema del recupero del patrimonio immobiliare. “Le condizioni del costruito italiano sono mediamente critiche sia dal punto di vista della sicurezza che dell’efficienza e della salubrità – spiega Gaetano Coraggio, presidente del Centro Studi Paspartu – E’ importante intervenire rapidamente nell’interesse del privato, che detiene i 4/5 del patrimonio complessivo residenziale, incentivando delle politiche di riqualificazione che abbiano sensibilità per i temi dell’efficienza e della sostenibilità”.

Gra parte dei problemi per i nostri edifici derivano dalla loro vetustità – i 2/3 del patrimonio edilizio è stato costruito prima dell’ultima guerra – e dalle miopie costruttive che dagli anni ’50 in poi hanno posto sul mercato alloggi in gran parte inefficienti e ‘malati’, privilegiando gli aspetti commerciali ai requisiti abitativi. Con 10 miliardi di mq da recuperare e rigenerare i possibili interventi legislativi possono e devono essere un formidabile strumento di politica economica, con una dimensione straordinaria sul versante della sostenibilità. “Invece di nuovo consumo di suolo proponiamo di migliorare la situazione esistente – dice Alessandro Amitrano, deputato M5s e componente della Commissione Lavoro – Questo governo si è già impegnato con Bonus verde, bonus per le ristrutturazioni e, peraltro, da pochissimo con la firma del decreto Fer1 che prevede incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Stiamo attraversando un periodo di crisi per l’occupazione che possiamo invece rilanciare attraverso la green economy, attraverso investimenti mirati nella ristrutturazione edilizia e energie rinnovabili che ci permetteranno di avere un paese migliore dal punto di vista della salubrità, di rinnovare il valore del patrimonio immobiliare dei cittadini, e avere nuova occupazione di cui c’è tanto bisogno”.

Alessandro Gaetano, ordinario di Economia aziendale presso l’Università Tor Vergata di Roma, nel corso dell’incontro ha spiegato come lo sviluppo degli incentivi per edilizia residenziale e riqualificazione degli immobili potrebbe innescare un rilancio importante per il mercato edilizio e per le imprese coinvolte: “Sostanzialmente – conferma – si tratta di evitare lo sviluppo legato alle grandi opere, ma di sviluppare una attività che vede come attori le famiglie e le micro imprese che operano nel mercato immobiliare e che ad oggi costituiscono il tessuto dell’economia del nostro Paese”. La strada verso la sostenibilità del patrimonio immobiliare italiano indicata nel corso dell’incontro passa dunque dalla riqualificazione delle abitazioni, aiutando direttamente famiglie e piccole imprese negli interventi di qualità.

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