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Anla: ok legge invecchiamento attivo, anziani non sono panchinari

Presidente Zappi: noi nonni o custodi d'arte, siamo 15 milioni

Roma, (askanews) – Anziani risorsa per il Paese, che va sostenuta e valorizzata. E’ questo l’obiettivo della proposta di legge sull’invecchiamento attivo, che mira a consentire l’impegno degli anziani nel volontariato e in attività socialmente utili. Ne parliamo con il presidente dell’Associazione nazionale lavoratori anziani onlus (Anla), Antonio Zappi.

“Gli anziani sono quella categoria che ha dato e può dare, ma hanno anche delle loro esigenze che devono essere soddisfatte. Il disegno di legge elenca alcune cose che gli anziani possono fare ugualmente hanno esigenze che devono essere soddisfatte, chiediamo alle istituzioni di darsi da fare”.

Alcune associazioni a tutela degli anziani (Anla/Onlus, Anpan, Anpecomit, Anse, SenioR Italia, Feder S.P.eV., Fondazione Esperienza) si sono coalizzate e hanno istituito il Patto Federativo.

“L’anziano non è un panchinaro. Ha i problemi connessi all’età, ma gli anziani hanno esperienza, hanno competenza, hanno professionalità”.

“Queste caratteristiche proprie degli anziani sono messi a disposizione degli altri. Dove? Innanzitutto della famiglia: se i nonni non ci fossero, dovremmo inventarli”.

“Gli anziani sono l’espressione di una forza significativa, parliamo di circa 15 milioni”.

Le associazioni firmatarie rappresentano la realtà italiana di anziani impegnati attivamente in più contesti:

“Penso agli anziani che possono essere custodi d’arte. Abbiamo musei chiusi perché non ci sono coloro che fanno vigilanza a questi luoghi di cultura e di arte nel nostro Paese. Noi, come anziani, offriamo questa disponibilità”.

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