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Martedì 19 Ottobre 2021

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“Cinema Verità”, i racconti della realtà scelti da Calopresti

Piattaforma streming per inchieste, documentari, approfondimenti

Roma (askanews) – Parallelamente alla sua attività di regista di cinema Mimmo Calopresti ha realizzato più di 20 documentari, tra cui “Volevo solo vivere”, sulla Shoah, presentato a Cannes nel 2006, e “La fabbrica dei tedeschi”, sull’incidente alla fabbrica Thyssen Krupp a Torino, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2008. Dalla sua esperienza nasce una nuova sfida: cercare, selezionare, scegliere, come direttore editoriale della nuova piattaforma di streming gratuito “Cinema Verità” , film, corti, inchieste, documentari che raccontino la realtà. Il nuovo canale su web lanciato da Minerva Pictures, il 27 febbraio apre proprio con il suo docu-film “Volevo solo vivere”.

“In questo contenitore ci saranno molte cose, dei film, dei film che raccontano delle verità, sotto forma di documentari”, spiega Calopresti, “ma forse qualche volta si potrà anche mischiare la fiction e i documentari come succede tante volte ormai in molti prodotti che ci sono in giro, delle informazioni, dei contributi delle persone che raccontano la loro verità”.

I contributi potranno arrivare da chiunque voglia raccontare un aspetto della realtà, anche con mezzi semplici come un telefonino, e da chiunque voglia condividerlo nella Rete.

“La cosa più interessante che vedo nella Rete è il quotidiano delle persone” prosegue il regista,

“Quanto è diverso il modo con cui la gente si rapporta al mondo di quello che noi ci immaginiamo. Come vivono le storie d’amore per esempio, non tanto il problema sociale che pure c’è nella Rete, la denuncia, ma la cosa che mi lascia sorpreso è di come le storie funzionano dentro la Rete”.

“Cinema Verità” potrà essere anche il catalizzatore di filmati che provano ad approfondire i fatti raccontati dai media ufficiali: “L’informazione ufficiale è l’informazione che in qualche modo sta poco sul posto, tranne i grandi eventi. Ma diciamo nel quotidiano è molto poco presente. Se il racconto del reale, di tutti i giorni, di come si vivono i grandi avvenimenti, per esempio, riuscisse ad arrivare su un canale di questo genere, e portarci verità, che non sono le grandi verità, che poi non sono le grandi verità, tanto su quelle non ci arriviamo mai… Ma forse sulle piccole verità, di tutti i giorni, magari su come funziona la scuola, i nostri figli come stanno a scuola tutti i giorni, per esempio. Se riusciamo a trovare delle verità su queste cose qua, farebbe già il proprio lavoro bene un canale di quel tipo lì”.

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