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Sabato 21 Maggio 2022

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Calabria: alla ricerca del cedro perfetto per la Festa di Sukkoth

Per gli ebrei ortodossi non deve mostrare la minima imperfezione

Santa Maria del Cedro, Cosenza (askanews) – Non deve avere nessuna imperfezione, macchie, rugosità improprie o cicatrici e mostrare una forma conica perfetta. Non possono essere secchi, rubati o colti da piante innestate. I cedri impiegati nella festa di Sukkoth, una delle più importanti del calendario religioso ebraico, non possono essere cedri qualsiasi. Per questo gli ebrei ortodossi di tutto il mondo si spingono sino a Santa Maria del Cedro, villaggio calabrese noto in tutto il mondo per la sua produzione di agrumi.

Quella di Sukkoth, nota anche come “Festa dei tabernacoli” o “delle capanne”, è la celebrazione che ricorda i quarant’anni passati dagli ebrei nel deserto, in capanne di rami, dopo la fuga dall’Egitto e prima di giungere nella Terra promessa. Il rigidissimo cerimoniale prevede, tra l’altro, la preparazione del lulàv, un mazzo formato da un ramo di palma, due rami di salice, tre di mirto e un cedro, che verrà impugnato e agitato in sei direzioni.

La caccia al cedro perfetto parte un mese prima e Hershel Mann, ebreo ortodosso senza se e senza ma, è arrivato in Calabria da New York per raccogliere più esemplari possibile in questo angolo di Calabria che sbaraglia, per la sua eccellenza produttiva, la concorrenza di Israele e Marocco.

Ogni frutto viene meticolosamente ispezionato con una lente d’ingrandimento e la cura certosina, absit iniura verbis, dei tagliatori di diamanti di Anversa. La minima imperfezione garantisce una bocciatura senza appello. “Deve essere immacolato, senza buchi, senza macchie e con una forma perfetta” spiega Mann.

La famiglia di Alessandro Farace coltiva da generazioni cedri senza difetti destinati al mercato ebraico, una tradizione di cui è orgoglioso anche se generatrice di logoranti e angoscianti stress ansiogeni. Quest’anno, poi, la ricerca del cedro perfetto si rivela particolarmente difficile: “Ci sono tanti insetti che attaccano il cedro, è una pianta molto delicata ed è molto difficile produrlo”.

Le richieste dei particolari clienti della famiglia Farace sono al top di gamma, ma si tratta peraltro di acquirenti disposti a pagare anche dieci euro per ogni cedro in grado di superare l’esame. Anche perché i pezzi migliori, preparati e impacchettati con cura per la spedizione, possono toccare quotazioni da migliaia di dollari prima di raggiungere l’esigentissimo utilizzatore finale.

(Immagini Afp)

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