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Mercoledì 25 gennaio 2023 - 19:16

Australian open, Djokovic: “Quest’anno ne ho ancora di più”

Conquistata la decima semifinale a Melbourne

Australian open, Djokovic: “Quest’anno ne ho ancora di più”
Roma, 25 gen. (askanews) – Erano in pochi a dare ad Andrey Rublev alcune chance di battere Novak Djokovic, ma era lecito credere che l’unica sfida fra top-10 dei quarti di finale potesse regalare un po’ di pathos. Invece, il serbo ha dominato proponendo la versione dei giorni migliori, si è preso l’ennesima semifinale (diventando l’unico ad averne raggiunte almeno dieci in tutti i quattro tornei del Grande Slam) e sembra sempre più lanciato verso la conquista del decimo Australian Open, che gli permetterebbe di agganciare Nadal a quota 22 Slam.


“Vincere in tre set gli ultimi due match – ha detto -, dominando contro due ottimi avversari che stanno attraversando un buon periodo di forma, serve a mandare un messaggio ai miei rivali rimasti in corsa. Era ciò di cui avevo bisogno. Giocare a questo livello fa salire la fiducia. In campo mi sento bene, sempre meglio di partita in partita. Ho vissuto questa situazione tantissime volte nella mia carriera e a Melbourne non ho mai perso una semifinale. Mi auguro possa rimanere così. La motivazione non mi è mai mancata, ma quest’anno c’è qualcosa in più: sarà per l’infortunio, per ciò che è successo lo scorso anno. Ho davvero una gran voglia di fare bene. Mi a qui è andato tutto alla perfezione”.



“Non ho mai affrontato Paul – ha continuato il serbo – ma so come gioca. È nel circuito da un po’ e l’ho osservato, specialmente in questo torneo. Sta probabilmente giocando il miglior tennis della sua vita. È un giocatore dinamico, dal tennis esplosivo. Ha un rovescio molto solito e ama mettere i piedi dentro il campo per dettare il gioco col diritto. Ha un’ottima fluidità al servizio, riesce a essere efficace con tutte le soluzioni. Ha un allenatore impegnato nel circuito da anni, con ottimi giocatori. È alla sua prima semifinale Slam, quindi non ha molto da perdere. Sono sicuro che saprà esprimere il suo miglior tennis”.


“Come descriverei il tennis dei nordamericani? Un gioco basato su un servizio potente e preciso, e su uno stile aggressivo, alla ricerca della rete. Va detto che alcuni dei più grandi campioni del nostro sport arrivati dagli Stati Uniti, come McEnroe, Sampras o Afassi, avevano tutti uno stile diverso. Agassi è stato probabilmente il primo dopo Borg a scendere a rete meno degli altri in un’epoca nella quale era il serve&volley a farla da padrone. Oggi il tennis è cambiato, grazie a tecnologia, racchette, corde, palline e rapidità delle superfici. Non così tanti anni fa tre Slam su quattro si giocavano sull’erba, mentre oggi siamo nell’epoca delle scivolate, del tennis da fondo campo. Ma è positivo che ci siano ancora giocatori dal tennis vario, così da offrire al pubblico differenti stili di gioco”.



Adx/Int2




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