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Domenica 20 novembre 2022 - 11:57

Al-Bayt Stadium, lo stadio “italiano” per l’apertura dei Mondiali

Sessantamila posti, costruito da un gruppo di imprese nostrane

Al-Bayt Stadium, lo stadio “italiano” per l’apertura dei Mondiali
Roma, 20 nov. (askanews) – Si chiama all’Al-Bayt Stadium ed è lo stadio che questo pomeriggio ospiterà la gara inaugurale dei mondiali tra Qatar ed Ecuador. Ispirata al bayt al sha’ar del popolo nomade del Qatar, la magnifica struttura a tendone dello stadio, che può contenere 60mila posti, avvolge uno stadio di calcio ultramoderno. Tradizionalmente, le tende sono identificate da strisce bianche e nere. Ciò si riflette sull’esterno distintivo dell’arena, così come i vivaci motivi sadu che accolgono i fan una volta all’interno. La sostenibilità è stata fondamentale nello sviluppo dell’Al Bayt Stadium e il livello superiore è stato progettato per essere rimosso dopo il torneo, consentendo il ripristino dei posti.


Le pratiche ambientali si estendono alla città circostante di Al Khor, dove i numerosi parchi, laghi e la zona verde protetta si estendono dallo stadio al mare, garantendo un’eredità duratura dallo stadio più accogliente del mondo.



Lo stadio è stato costruito in joint venture da un pool di imprese tra cui la Cimolai Spa di Pordenone, che ha realizzato e montato le gradinate superiori, le membrane e l’intera copertura in acciaio, compreso il tetto mobile largo 100 metri, lungo 160 metri e pesante 25 mila tonnellate, che si estende da una parte all’altra del terreno di gioco.


L’enorme copertura impiega circa 20 minuti per aprirsi e chiudersi in due metà verso il centro del campo attraverso sofisticati meccanismi, e può anche essere traslata totalmente verso nord, per favorire una maggiore penetrazione del sole e consentire l’illuminazione del manto erboso. Per costruire l’intera struttura, Cimolai ha impiegato oltre 30mila tonnellate di acciaio, realizzando tubi negli stabilimenti di San Giorgio di Nogaro, Monfalcone, Polcenigo e Roveredo in Piano, tutti comuni del Friuli Venezia Giulia. Sono serviti cinque anni di lavoro in Qatar, e sono state coinvolte nel progetto 450 persone tra ingegneri, supervisori e tecnici specializzati. Lo stadio Al Bayt rappresenta solo l’ultimo esempio di grandi impianti sportivi calcistici realizzati da Cimolai dopo lo Stadio Olimpico di Atene per le Olimpiadi del 2004, l’FNB Stadium di Johannesburg per i Mondiali del 2010 in Sudafrica, lo Stadio Nazionale di Varsavia, in Polonia, per gli Europei del 2012.



Adx/Int2




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