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Venerdì 24 giugno 2022 - 09:34

Sono nove i Pro di Pga Italiana con qualifica di ‘Master’

Curriculum, formazione, categorie di merito

Sono nove i Pro di Pga Italiana con qualifica di ‘Master’
Roma, 24 giu. (askanews) – Categorie di merito, ovvero quanto e come un professionista di Pga Italiana sia in grado di lasciare il segno nella propria attività in ambito golf. Competenze e meriti che l’Associazione riconosce assegnando categorie di vario livello. Master il più alto, poi Èlite e Advanced. Un percorso di miglioramento professionale che è stato inquadrato a partire dal 2017, quando appunto sono stati introdotti i crediti formativi e le categorie di merito per valorizzare e classificare impegno e risultati professionali.


Meglio di tutti, per ora, hanno fatto solo in nove (sono 600 i pro membri di Pga Italiana), ottenendo la qualifica di Master grazie ad abilità molto diverse. Qualcuno ha espresso eccellenza con un solo skill. È il caso di Baldovino Dassù, giocatore di livello assoluto con due titoli del tour europeo; cosi come quello di Alberto Croce, una vita dedicata all’insegnamento. C’è chi ha avuto un’attività poliedrica, come Federica Dassù, proette con titoli internazionali (personali e dei propri allievi), che ha anche ricoperto ruoli istituzionali e di club management; chi lavora per la crescita delle squadre nazionali, come i tecnici Roberto Zappa, Massimo Scarpa e Alberto Binaghi (i primi due anche commentatori televisivi, gli ultimi due impegnati per anni nel tour europeo). Maria Paola Casati ha diviso le proprie giornate tra l’insegnamento e la gestione di un circolo. Alla guida della Scuola Nazionale di Golf (che a Roma forma i maestri e le altre professionalità di questo sport) è stato Donato Di Ponziano ed è dal 2012 Filippo Barbè, attuale presidente di Pga Italiana.



Il professionista, dunque, “cresce” attraverso le specializzazioni molto diverse che fanno capo alla sua attività. Coaching e golf giocato, ma anche club management, fitting di bastoni, attività di comunicazione e commerciali, ruoli istituzionali nell’ambito dell’Associazione, in Federazione o presso i diversi tour, attività di arbitro. Se i risultati ottenuti in ciascun ambito permettono di accedere alle tre categorie più alte, tutti i Professionisti sono riconoscibili dai propri allievi fin dall’inizio della carriera. Anzianità e formazione ne definiscono il livello. Si distingue con A chi ha iniziato il percorso da meno di tre anni e non ha ancora raggiunto un minimo di crediti formativi; è categoria AA, invece, chi ha ottenuto questi due requisiti. Ogni tre anni la certificazione viene ricalcolata. Per quanto riguarda la formazione, accrescono esperienza e curriculum corsi e seminari (inclusi approfondimenti su bastoni, tecnologie, sistemi di analisi e software), ma anche la partecipazione a fiere ed eventi di settore.


Dei 43 Paesi che fanno parte di CPG (Confederation of Professional Golf, già Pga of Europe), solo 14 hanno ricevuto il riconoscimento più alto dello European Education Level System (Eels): l’Italia è Pga Professional Level dal 2018, anno di introduzione del sistema. Già dal 1994, tuttavia, alla nostra Scuola (con altri tre nazioni) era stata riconosciuta l’eccellenza nella preparazione dei Professionisti. EELS è il metodo che valuta i programmi di formazione dei Paesi membri tenendo conto del curriculum di studio, di come viene proposto (qualità dei materiali didattici, workshop e docenti), dell’ambiente di lavoro e dei metodi di valutazione. Indagando le aree dell’insegnamento, del gioco e del business, il sistema mette a confronto il programma con 73 punti di apprendimento (Learning Outcomes): il riscontro con 13 di essi riconosce il primo livello (Initial Professional Education), con 38 il Pga Coaching Level, e con tutti e 73 il PGA Professional Level. L’intero processo dura circa un anno, dalla mappatura del programma al vaglio del materiale didattico e delle aule. «Siamo orgogliosi di vedere confermata la bontà del nostro metodo; passare attraverso questo processo accurato e completo è stato davvero interessante, ci ha permesso di capire cosa mancava nel programma e di inserire nuovi contenuti», ha detto il presidente di PGA Italiana Filippo Barbè, da dieci anni direttore della Scuola Nazionale Professionisti, già membro dell’Education Commitee di Pga of Europe (1997-2015), premiato con il 5 Star Professional of the Year Award nel 2014.



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