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Domenica 13 febbraio 2022 - 18:55

L’Olimpico torna inglese, l’Italia lotta ma si arrende: 33-0

Seconda sconfitta per gli azzurri nel Sei Nazioni 2022

L’Olimpico torna inglese, l’Italia lotta ma si arrende: 33-0
Roma, 13 feb. (askanews) – Troppa Inghilterra per l’Italia di Kieran Crowley, che esce sconfitta 33-0 davanti alle tribune di un Olimpico pieno di passione. Gli azzurri non trovano mai la chiave per girare dalla propria parte un match durissimo fin dai primi minuti, con gli inglesi assolutamente decisi a centrare il risultato pieno e disegnati da Eddie Jones per togliere ossigeno al gioco azzurro sia in fase di conquista che su campo largo. Per Lamaro e compagni ora una settimana di pausa, poi subito testa al prossimo incontro facendo tesoro del test odierno.


Primo Tempo. Kick-off Italia, che sul primo possesso trova subito un penalty a favore all’altezza della metà campo. Rimessa laterale, l’Inghilterra è ruvida e guadagna il turn-over, ma la prima mischia chiusa degli italiani è solida ed il primo attacco in profondità suona l’allarme in casa inglese. Il XV della rosa gioca una touche dentro i 22 in attacco, ma la difesa azzurra regge e ruba palla, con Mori a caccia sul calcio lungo di Garbisi ed Inghilterra a salvarsi e risalire il campo al piede. Al 9′ il primo lampo bianco è già letale: Marcus Smith è elettrico in mezzo alla difesa, punta il lato sinistro e libera Malins sul corridoio, con l’ala a ridare subito l’ovale all’interno sul sostegno della stessa apertura, a quel punto indisturbato fino al tocco vincente poi convertito per il parziale di 0 a 7.



L’Italia non ci sta e imposta un buon multifase in campo inglese, Varney detta tempi veloci, la cerniera britannica subisce ma non cede quando gli Azzurri trovano un varco che sembra essere decisivo. I ragazzi di Eddie Jones sono cinici e alla seconda puntata in campo italiano trovano la seconda meta del pomeriggio romano: minuto 19, drive da rimessa laterale, serie di punti d’incontro fin sotto i pali, poi George si compatta e trova il tocco che vale lo 0 a 14 dopo la puntuale conversione di Smith.


L’Italia prova a spostare l’asse lontano dalla collisione, muovendo palla sui canali più esterni per le gambe di Ioane e Mori, ma gli ospiti sono feroci e non concedono occasioni vere, continuando invece a costruire un rugby fisico e tremendamente efficace che al 31′ porta Itoje a firmare la terza meta per i suoi, nuovamente su drive da rimessa laterale. L’arbitro Murphy vede però qualcosa di poco chiaro nelle legature, il TMO conferma ed il punteggio rimane sul 14 a 0.



È la disciplina il grande problema italiano, oltre alla fisicità esasperata degli avversari: sull’ennesimo fallo a favore Smith sceglie nuovamente la rimessa laterale, il drive è nuovamente micidiale, ma la difesa italiana è stoica e Capitan Lamaro fa gli straordinari provocando un fondamentale turn-over.


All’ultimo minuto ingenuità di Varney, che sotto pressione passa alla cieca servendo una palla facile per il contrattacco inglese, che trova campo sulla verticale spedendo George in meta per la seconda volta vanificando il tentativo estremo di salvataggio di Ioane. Smith trasforma, squadre al riposo sullo 0 a 21.



Secondo Tempo. Al rientro subito Inghilterra a mille, con doppio attacco profondo affidato agli avanti: l’Italia è sotto pressione ma regge, poi perde malamente il primo ingaggio giusto sotto i pali, Smith prende palla e salta due uomini lanciando direttamente Daly sull’out di sinistra, con l’ala a depositare serenamente dopo dieci metri in accelerazione. Smith non converte, minuto 44, punteggio 0-26.


Due minuti dopo è l’Italia ad accendersi palla in mano: break centrale dopo palla rubata fuori dai 22, Ioane riceve e sprinta per 60 metri, ma la difesa è fallosa e l’azione non trova ossigeno. Gli Azzurri insistono nella metà campo avversaria, esplorando il doppio fronte alla ricerca del varco giusto, ma non trovano campo, mentre Sebastian Negri rimane colpito duro ed è costretto ad uscire in barella.


Ultimo quarto, l’Inghilterra è solida e controbatte ai tentativi di un’Italia decisa a provarci da tutte le zone di campo: Varney usa il piede alto con insistenza tenendo lontani i bianchi dal territorio di casa, gli attacchi attorno alle collisioni trovano soddisfazione, ma non i metri decisivi per arrivare alla terra promessa.


Esce Varney, mentre dall’altra parte Marler fa il suo ingresso ricevendo una vera ovazione e Chessum fa l’esordio assoluto sostituendo un monumentale Capitan Curry. L’Italia resta in attacco e trova una serie di falli a favore: il pack Azzurro ci crede, quello inglese non lascia spazio. Ultimo minuto, saltano gli schemi e gli inglesi attaccano a tutto campo, mandando Slade a schiacciare sulla linea con Pasquali ultimo difensore italiano aggrappato. L’arbitro chiama il TMO, la meta non viene concessa, ed il match si chiude con la vittoria ospite per 33 a 0 mischiando agli applausi dei 30 mila presenti l’amaro degli italiani e la soddisfazione dei sudditi di Sua Maestà.


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